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Interviste

Intervista ai GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO

Gruppo del «panorama» italiano di sicuro interesse; capace di arrivare con album, sempre intensi ed artisticamente toccanti, a crearsi un seguito di affezionati ascoltatori. Tecnica al servizio dello spessore che dovrebbe avere la composizione. Musica per chi vede nelle sette note una possibilità in più per trascendere oltre le immagini. Riassumendo: artisti veri.
Ecco il risultato di una chicchierata con Max dei Gc…

Intervista di Stefano Lorefice


Allora, quali news ?
Questo è un anno dedicato ai progetti paralleli. Spesso si pensa ai progetti paralleli come desiderio di “individualismo”: un gruppo per un po’ si disgrèga e i singoli componenti curano i propri sentimenti creativi, perché prima o poi capita, perché è utile dopo anni di rapporti artistici stretti.
In alcuni casi dietro alla denominazione “progetti paralleli” si cela una voglia di cambiamento, stanchezza di stare in gruppo, voglia di “divano”, voglia di crearsi una famiglia solida, voglia di viversi gli ultimi sgoccioli di giovinezza fuori dalle umide, buie cantine.
Nel nostro caso c’è poco di tutto questo. Il progetto parallelo grosso a cui stiamo lavorando, la cui uscita è prevista per questo autunno, ci vede ancora una volta complici, con fatica e passione, tutti e tre. La novità più forte è che uscirà per una nuova etichetta e distribuzione con cui stiamo progettando l’album nuovo (per il 2007) e altro. Non vado oltre e non comunichiamo ufficialmente ancora nulla per evitare malintesi: lo faremo prossimamente insieme alla nostra attuale etichetta e distribuzione (Santeria/Audioglobe) che continua a supportare con grande rispetto e competenza il lavoro fatto fino a oggi.
Poi uscirà a breve un album per la Mexicat (un’etichetta che creammo noi anni fa), anche questo parallelo alla discografia felina e totalmente gratuito, disponibile sul sito gattociliegia.it..
Sono previste partecipazioni ad eventi dal vivo, come quella interessante del 23 aprile, Volumi all’idrogeno, in occasione della giornata mondiale del libro (Torino è capitale del libro quest’anno): un incastro tra musica, letteratura e video assolutamente speciale, realizzata con i gruppi piemontesi che ammiriamo particolarmente

Parliamo del vostro ultimo lp, “L’Irreparable”?
Un album importante, ci ha dato moltissime soddisfazioni. Ne approfitto e ti “tiro una sola” non da poco (come si dice da stè parti): per i nostri dischi sono state spese molte parole gratificanti.
Per quest’ultimo in alcuni casi si è giunti addirittura alla sacralità come alla legittima e costruttiva critica. Finalmente!.
E’ un peccato solo per chi non l’ha compreso. Per noi era necessario metterci in gioco sperimentando un nuovo metodo di composizione che stravolgesse totalmente il nostro precedente. Quell’album è incredibile, nasce da frammenti di suoni, incollati come puzzle. Il risultato, esclusivamente per noi che abbiamo ben presente quale è stata la lavorazione, è un “capolavoro” estemporaneo e non ripercorribile. Opinioni di parte, molto personali.
E’ pieno di improvvisati scrittori e critici che pubblicano perlopiù su internet, privi di pudore. Per diletto, buttano merda sui gruppi, senza conoscerne la storia e la fatica per ottenere un minimo di riscontro “trasversale” in un paese di pochi attenti ascoltatori e perdipiù “esterofili”.
Difendo la mia categoria pur consapevole che vale anche il contrario (tantissime sono le proposte musicali e non sempre interessanti).
Ma torniamo alla rete: questo è il prezzo che bisogna pagare, la libertà del meraviglioso media internet crea spesso ‘mostri di incompetenza’ come invece puoi scoprire scrittori interessanti, inaspettatamente.
Che dire… perdona lo sfogo, in realtà crediamo molto nella capacità di valutazione di chi fruisce di questo fantastico mezzo di comunicazione per recepire notizie musicali, che sta cambiando i modi di fruizione delle arti, dell’informazione.
Ultimamente crediamo poco invece nella “comunità italiana” in generale, quella che si definisce oltretutto indipendente, quella che frequenta i “forum di discussione” : non si rende conto di essere tossicodipendente da invidia, da ego esagerato, da falsissima modestia, ossessionati da complotti e oligarchie inesistenti, in un ambiente piccolo, povero e tantissimo distaccato dalla realtà. Tutto questo non fa bene alla musica italiana. Abbattiamo con l’intelligenza e l’indifferenza questo regime di perditempo.

Aneddoti dalle date dal vivo ?
Tantissimi, da scriverci un libro. In poche righe preferisco dirti che abbiamo conosciuto luoghi e gente meravigliosa. Ogni città ha la sua gente e un modo particolare di accoglierti, esprimerti affetto. Per noi il live è questo, conoscere persone, confrontarci, scoprire attraverso il loro personaggio anche il territorio in cui vivono.

Per comporre quale processo prediligete? Jam-session, lavoro sul singolo strumento?
Entrambe le cose. Amiamo ascoltarci. Gatto Ciliegia è un vero gruppo in cui non ci sono leggi o leader ma volontà di costante confronto.

Ultimamente quale gruppo ti ha colpito maggiormente?
Sono rimasto piacevomente colpito da un concerto visto pochi giorni fa: Marta sui tubi. Possiedono tecnica, emotività e talento indiscutibili, superiori alla media. Meritevolissimi di attenzioni e successo, mi auguro che la “comunità italiana” possa riconoscerglielo, senza perder tempo, come dicevo poco sopra.

Se i Gatto Ciliegia fossero un colore, quale sarebbero e perché ?
Abbiamo scelto un colore per ogni disco realizzato e continueremo probabilmente a fare questo gioco. I colori sono la foto della nostra anima, in quel momento: siamo una gradazione di colori che non ha ancora preso in considerazione le sfumature. Colori precisi, giallo, bianco, blu, rosso. Il prossimo album sarà il caso forse di scegliere uno sfumato o un pastello… che dici?

La città in cui vivete é l’ambientazione delle vostre storie in musica ?
Non a priori. Certamente Torino è una città che aiuta molto l’evocazione di sentimenti che possono trasformarsi in atmosfere musicali e noi ci sentiamo molto torinesi, pur se i 2 terzi dei componenti vivono nella prima cintura. Anzi, i 4/5, per citare doverosamente due nuovi elementi che in futuro collaboreranno con noi (Lucio Sagone e Christian Alti, di Milano).

Mai pensato di fare musica per colonne sonore ?
Certo, ci pensiamo sempre e l’abbiamo anche già fatto per diversi registi. La nostra musica indubbiamente si adatta alle immagini, anzi oso dire che spesso i nostri album sono film, senza immagini. Ci piace a volte lavorare per immagini. Nel caso specifico di una colonna sonora non siamo però noi a proporci: è il regista che deve sentire compatibilità con la nostra musica. Siamo a completa disposizione.

Ascoltateli, ne vale davvero la pena.

Stefano Loreficecbh.splinder.com

www.gattociliegia.it

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