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Vinicio Capossela – Ovunque Proteggi

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La morte di un'attesa

Fa male. Dopo 5 anni, fa male sentire e capire quanto ti sia mancato. “Come ho potuto sopravvivere?” ti chiedi. Un'attesa logorante, implodente che a furia di autoalimentarsi dell'inconsistenza del resto del mondo (musicale), si è consumata, invecchiata e ad un certo punto è morta. Senza che te ne rendessi conto. Perchè l'uomo è l'animale che si adatta, che si abitua. Ci si può abituare ad un'assenza? Per quanto incolmabile sia, credo di sì…
Come un soldato reduce da una guerra lontana e finita anni e anni fa, è tornato a casa. Le poche notizie che ci giungevano non lo davano mai per spacciato, ma neanche in prossimo arrivo. Nel mio infinito ottimismo, ho pensato che fosse arrivato il momento di preparargli un bel necrologio…
Ulisse, il nostro Ulisse è tornato. Ulisse e Omero al contempo. Questa musica è una via di mezzo tra un diario di viaggio e un poema epico. Dov'è stato veramente? Non ci importa. Cos'ha fatto in tutto questo tempo? Chissenefrega! Quello che conta è che è tornato, il figliol prodigo della musica (ahimè) italiana… è tornato per raccontarci delle storie, le sue storie. Per commentare ritratti, pittoreschi paesaggi, e non semplici fredde foto. Per descriverci epifanie, disegnare emozioni, regalarci lacrime.
Bentornato Vinicio.
Raccontaci allora quello che i tuoi occhi hanno visto, che i tuoi piedi hanno calpestato… parlaci della polvere che i tuoi polmoni hanno respirato, della sete che hai provato, della guerra che hai combattuto.
Vinicio allora mette un piede su una seggiola, e mentre il camino manda nell'aria minuscole comete di brace fulgente, la sua ombra ci abbraccia come una coperta di fumo.
“Ho incontrato Dio” – dice – “ma più che incontrato… l'ho sentito. Mi ha parlato. Mi ha detto: Non trattare la tua fede!” E da questa goccia parte un'inondazione salmodiante che ci riporta all'infanzia cruenta della civiltà.
E' solo l'inizio, a quanto pare. E' ridondante e arcaico come una torre di Babele l'ingresso al mondo che il Maestro ci descrive, un pianeta fatto di mostri ed eroi, di figure mitologiche umanizzate e di entità umane che si assolutizzano nell'infinita attesa per una telefonata che non arriva. Draghi, naufraghi, figli di dio, martiri e carnefici… E' un viaggio introspettivo permeato dalla luce e dalle ombre del pensiero occidentale più arcano, un luogo dove finalmente il simbolismo acquista un valore tangibile e dove il recupero del passato rivela a chiare lettere la verità sulla propria immutabile natura umana.
Non voglio dire altro: la razionalizzazione l'arte è un processo a cui questa volta mi voglio sottrarre. Perchè davanti ai capolavori del genere bisogna soltanto vivere l'idealizzante estasi di ciò che il processo creativo ha realizzato.

Tracklist
1 – Non Trattare
2 – Brucia Troia
3 – Dalla Parte Di Spessotto
4 – Moskavalza
5 – Al Colosseo – Il Rosario Della Carne
6 – L'uomo Vivo (Inno Alla Gioia)
7 – Medusa Cha Cha Cha
8 – Nel Blu
9 – Dove Siamo Rimasti A Terra Nutless
10- Pena Da L'alma
11- Lanterne Rosse
12- Ss. Dei Naufragati
13- Ovunque Proteggi

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