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Fumisterie – Kreuze und Krokodile

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Non si può dire di certo che i tre anni intercorsi tra il precedente lavoro dei romani Fumisterie, “Scandalo negli abissi” del 2003, e questo nuovo lavoro stentino a farsi sentire. Tre anni accompagnati, tra l’altro, da un non trascurabile cambio di line-up: Andrea (Orange Man Theory) Cruciani ha, infatti, sostituito Daniele Castignani dietro la batteria.
Sin dal primo ascolto di “Kreuze und Krokodile”, ciò che risulta palese è la decisa evoluzione che ha coinvolto le sonorità della band: non è un caso, forse, che l’album si apra con “Simboli e segni”, brano che (insieme a “Nozze chimiche” e ad “Amazzoni” in particolare) testimonia un’avvenuta apertura dei Fumisterie a nuove sperimentazioni, e li vede pronti come non mai a mettere in gioco continuamente il loro “stile”, pur rimanendo sinceramente fedeli a se stessi. Non mancano, però, segni di continuità con il passato: la penna autrice, gli attori ed esecutori dello spettacolo crescono, ma senza snaturarsi. A prova di tutto ciò, a mio parere, esemplare è la traccia numero 11 “Cose Care”, che riporta emotivamente e non solo ad atmosfere molto vicine al gruppo e ai suoi precedenti lavori e che è, sia per la delicatezza delle linee melodiche che per la profondità delle liriche (qualità che, tra l’altro, mai scarseggiano nei lavori dei Fumisterie) tra i migliori brani di “Kreuze un Krokodile” (<>).
Non mancano nell’album altre perle, su tutte “Officine”, che, contenuta anche nella compilation dell’Arezzo Wave Love Festival 2005, è in fondo il simbolo della vincita da parte dei Fumisterie del Premio Fondazione Arezzo Wave del medesimo anno, e “Cometa” (<>).
Tra chicche, tracce strumentali, brani dove recitato e cantato si intrecciano, i Fumisterie dunque non disdegnano di mostrarci la maturità ormai da loro raggiunta nella scrittura e nella composizione, e la sempre crescente qualità dei propri arrangiamenti, in un lavoro che vede la collaborazione di numerosi tra i loro amici musicisti; dalle percussioni vocali di Francesco Cerroni e Giorgio Condemi (Poppy’s Portrait) in “Simboli e Segni” alla voce di Damiano (Cremisi) La Torre in “Bartali” (cover del celebre brano di Paolo Conte); dalle bambinate di Laura e Daniela (Motorama) in “Warning” alle tastiere di Fabio (NohayBandaTrio) Recchia in “Saliva”. E tali collaborazioni sono presenti non solo a livello musicale, ma vanno ben oltre: degno di nota, infatti, è l’ottimo lavoro di Ottavio Cialone (Kandie’s’Sky), creatore del progetto grafico della copertina e del booklet.
La sensazione che mi lascia “Kreuze und Krokodile” nel suo complesso è in fondo la stessa che mi lasciano spesso i brani dei Fumisterie, ovvero quella di ritrovarmi nell’impossibilità intrinseca di commentarne appieno i contenuti, come se troppo fosse da loro stato detto e troppo poche le parole messe a disposizione del resto del mondo allo scopo di argomentarne. Un album, “Kreuze und Krokodile”, che non riesce a fare a meno di rivelarsi <> (“Rue Amelie, 58”).
Come ci hanno già mostrato di essere in grado di fare, i Fumisterie stupiscono e sorprendono, emozionano e commuovono, in un’opera testimone di una versatilità non indifferente e che lascia pur sempre la sensazione di non aver ancora messo allo scoperto tutte le carte a propria disposizione. Carte nascoste, e pronte a venir giocate con calma nella prossima partita.

Tracklist:
01. Simboli e segni
02. Rue Amelie, 58
03. Officine
04. Warning
05. Cometa
06. In coda alla…
07. Bartali
08. Nozze chimiche
09. Amazzoni
10. Cattiveria
11. Cose care
12. Saliva
13. Ar Villaggio

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