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Bibliophobia

Leonardo Marini e Carmine De Falco – Mai / Linkami l’immagine

Edizione della Fara che riunisce in un solo volume due giovani autori: Leonardo Marini e Carmine De Falco, il primo autore di Mai, il secondo di Linkami L’Immagine.

Leonardo Marini, nato a Firenze nel 1973, pubblica in questo libro sette suoi racconti che per la maggior parte risultano avere qualche sfumatura comica, ma di quella comicità che continuando a leggere finisce per essere a volte grottesca.
L’autore in ognuno dei setti racconti si mette nei panni di svariati individui con atteggiamenti e personalità completamente diverse; si va dalla ragazzina che sogna di diventare una velina o letterina al bambino che si trova ancora nel ventre materno e che racconta quello che succede fuori tra la madre e il padre che sono due “star”, dalla forsennata commercializzazione della religione ad una chiara denuncia politica.
I racconti di Marini sono molto interessanti e spesso possono far aprire gli occhi al lettore su molti aspetti della vita quotidiana che ci vediamo scorrere davanti senza rendercene conto, così riesci a capire perché le ragazzine hanno quasi tutte lo stesso stereotipo di bellezza o che non sempre quello che appare tutto “rose e fiore” in fondo lo è veramente, ma solo una facciata apparente.
I racconti di Leonardo Marini sono di piacevole lettura anche se sotto sotto hanno un significato profondo che riesce a rimanere impresso nel lettore.

Carmine De Falco, nato a Napoli nel 1980, pubblica una raccolta di poesie e pensieri che rispecchiano i suoi viaggi in Europa e, soprattutto, il periodo dell’Erasmus che ha trascorso in Finlandia.
Già dal titolo l’autore invita, quasi sfida il lettore a collegare ad ogni suo verso una diapositiva mentale che, molto spesso, ha solo un labile filo conduttore con le immagini successive.
Scrittura fatta di un cut up forsennato che restituisce la schizofrenia dei sogni e i salti spazio-temporali di un’orda di ricordi che tornano improvvisamente ad invadere la mente. Situazioni personali, luoghi, oggetti e persone vengono intrecciate prestando attenzione alla parola, in quanto materia plastica fatta di suono, significato, e segno grafico, da utilizzare per ottenere una sorta di ikebana lessicale, in cui oltre all’italiano appaiono i colori di altre lingue europee.
La formula espressiva di De Falco è efficace soprattutto nei brani corti, mentre perde un po’ d’intensità in composizioni più estese.

Anita & Luca
Redazione Emilia Romagna

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