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VINICIO CAPOSSELA – Bologna, 07/04/06

… il teatro Capossela che ha incantato tutti i presenti…

di Luca Lanzoni


07/04/2006, Pala Dozza, Bologna

Alle ventuno e quindici precise la band è pronta ai propri posti ed un essere impellicciato, col viso coperto da una maschera cornuta, sale sul palco brandendo un mazzo di campanacci: è il demonio Caposella che da il via allo show con la ferale Non Trattare. Prima ancora che gli applausi si esauriscano Troia Brucia in un ritmo travolgente. Vinicio cala la maschera dichiarando di stare Dalla Parte Di Spessotto.
Qualche problema d’audio dovuto ad un’amplificazione più adatta ad un piccolo teatro, piuttosto che ad un palasport, vengono risolti, mentre Vinicio ironizza col pubblico e si lancia in un Medusa Cha Cha Cha che invita a formare le coppie per lanciarsi nel ballo. Si continua a ballare, ma al ritmo battente della disco-perestrojka Moskavalza, durante la quale due vere e proprie cubiste si dimenano agli angoli del palco.
Vinicio scompare dalla scena lasciando la band a suonare come un carillon, mentre sull’enorme telo alle loro spalle le ombre cinesi narrano storie mute. Sul palco un pianoforte, Capossela poggia le dita sui tasti e una magica Nel Blu prende forma. Dall’altissimo soffitto del palasport scendono due nastri bianchi, una figura simile ad un angelo si inerpica aggraziata su di essi e comincia a danzare nell’aria.
La prima parte dello spettacolo è tutta dedicata all’ultimo album, Ovunque Proteggi, di cui vengono presentati tutti i brani tranne la traccia che chiude il cd. Dove Siamo Rimasti a Terra Nutless, Pena De L’Alma, Lanterne Rosse, S.S. Dei Naufragati vengono interpretate con un’intensità rara, impreziosita da elementi coreografici che rendono ancora più teatrali le immagini evocate dalle composizioni.
“Dategli gioia” con queste parole Vinicio incita alla festa attaccando con L’Uomo Vivo. Il primo tempo si conclude con una epica Al Colosseo, sulle note della quale il palco si popola di legionari romani che seguono il loro comandante nella peregrinazione musicale.
Nella seconda parte Vinicio ripropone e rivisita suoi successi che infiammano sempre il pubblico come Maraja, Che Cos’è L’Amor, Scata’ Scata’ (Scatafascio), Il Ballo Di San Vito, ma propone anche piccole perle come Stanco E Perduto, Morna e quello che sembra il pezzo conclusivo, Al Veglione, che viene suonata sotto una pioggia di stelle filanti.
Le luci del palasport si accendono mentre i musicisti lasciano il palco, ma bastano pochi istanti per vederli riapparire. “Per abbracciarvi tutti” così ci saluta Vinicio regalandoci Ovunque Proteggi… e così si chiude, dopo più di due ore e mezza, il teatro Capossela che ha incantato tutti i presenti.

Luca Lanzoni
www.dissenzoo.com

www.viniciocapossela.it

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