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Mario Castelnuovo – Com'erano venute buone le ciliegie nella primavera del '42

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A volte bisogna fare a pugni col presente per capire quanto sia inutile il Tempo quale semplice misurazione metronomica del nostro incedere quotidiano. Propongo quindi di ampliare la nostra visione. Basta orologi, basta con le ore, i minuti, i palinsesti, gli “appuntamentidanonperdere” o le “primevisioni”. C'è un'occasione da non perdere, un'esclusiva? Vai avanti tu, che a me vien da ridere…
Ognuno ha il suo tempo. Tempi di reazione, tempi di apprendimento, tempi di maturazione. Chi vi impone un tempo dall'alto, non immagina neppure di quale diritto vi sta privando. Questo non vuol essere l'elogio della pigrizia, intendiamoci. Parlo semplicemente di relativismo cronometrico. Perchè, con i tempi che corrono sembra che, oltre che essere più belli, più fighi, più ricchi e più stupidi, questa massa informe che chiamiamo società ci voglia anche più veloci. Veloci nel preparare in 5 minuti un pranzo friggendo nel teflon gli inarrestabili 4 salti in padella, facendoli sembrare, con il benestare della nonnina toscana, il trait d'union tra la cucina tradizionale e il futuro. Poi vogliamo le auto più veloci, che per inciso consumano di più, non considerando che se arriveremo ad avere una macchina per ogni patentato, le strade saranno talmente piene di macchine da essere costretti a muoverci a piedi. E che dire dell'università? Lauree brevi per tutti! Facciamoli laureare 'sti ragazzi… Già, e il lavoro?
Uh, e poi ci sono le notizie in tempo reale! Ma ci pensi? So cosa succede dall'altra parte della Terra, ma poi torno a casa e non so come rendere felice mia moglie o cosa succede a mio figlio quando manco di casa.
Insomma… Piccole dicotomie dell'incedere quotidiano. Paradossi dell'esistenza contemporanea, stralci di una vita in cui per lavarsi la coscienza basta guardare in tv “Report” o “Le Iene”, o per definirsi cattolici sia più che sufficiente la messa di natale.
Ci sarebbe bisogno di più dignità e di più indignazione.

Ecco, questo è il mio solito monologo riflessivo nato dall'ascolto di un cd, uscito nel dicembre '05, ma che secondo me sarebbe dovuto uscire in questa stagione. Per il semplice fatto che ha poco di invernale e molto di primaverile. Le ciliegie del titolo, tanto per cominciare. Come si fa poi a non pensare alla primavera quando ti imbatti in titoli come “La sinfonia dei grilli”, una specie di elogio al ricordo della vita rurale nel mese di giugno…?
Un album, questo, fuori dal tempo, quasi incollocabile cronologicamente poichè fatto di dolci ricordi, di storie d'infanzia e d'adolescenza, ma anche di vicende di dignità umana che spezzano il fiato (“Piccolo giudice”, “Novena del Porto”) che portano immediatamente alla mente la produzione di De Andrè padre. Tra queste pagine trovano spazio inoltre divertissment di citazioni e rimandi letterari e cinematografici (“Il florilegio”), metafore sportive sull'umana natura (“Fuori i secondi”) e commoventi rimembranze Dantesche (“Montaperti”).
E' un cantautore Mario Castelnuovo, e come tale non ci sorprende sentire la naturale freschezza espressiva e la misurata leggerezza compositiva delle sue musiche, figlie sicuramente del già citato De Andrè. Perchè mettere in un vaso di plastica dei fiori di campo?

“L'Ave Maria combinata col Tavor fa miracoli” (Il florilegio)

“…come se morire fosse la vita indossata al contrario” (L'Ave Maria di un clown)

“Trovare Dio è soltanto cercarlo senza fine” (Il florilegio)

Tracklist
01-Radio Valzer
02-L'Ave Maria di un clown
03-Che ora è
04-Piccolo Giudice (Siciliana)
05-Montaperti
06-Compagnia d'arte scenica viaggiante
07-Il florilegio
08-Fuori i secondi
09-Le galline del convento delle suore di clausura
10-Novena del porto
11-Fantasia K397 in re minore (frammento) di W.A.Mozart
12-La sinfonia dei grilli
13-Com'erano venute buone le ciliegie nella primavera del '42

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