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X-MEN – CONFLITTO FINALE


Scheda


Titolo originale: X-Men: The Last Stand
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Azione, Avventura, Fantascienza
Durata: 105′
Regia: Brett Ratner
Cast: Patrick Stewart, Hugh Jackman, Halle Berry, Famke Janssen, Ian McKellen, Rebecca Romijn-Stamos, Kelsey Grammer
Produzione: Avi Arad, Lauren Shuler Donner, Ralph Winter
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: Cannes 2006, 26 Maggio 2006 (cinema)

Gli umani hanno trovato una cura per annullare i superpoteri degli X-Men e renderli innocui, ovviamente i mutanti non amano molto essere considerati come una malattia da curare: Magneto con la sua Fratellanza vede nella cura un pretesto per scatenare la guerra contro il genere umano, mentre gli allievi del dottor Xavier sono per una mediazione civile; a complicare le cose interviene la resurrezione di Jean Gray, divenuta onnipotente ma completamente instabile: con quali delle due fazioni si schierera’?

Terzo e (forse) conclusivo capitolo della saga tratta dai fumetti Marvel, di cui va segnalato il cambio alla regia: dopo i primi due episodi diretti da Bryan Singer, l’opera passa nelle mani di Brett Ratner
Lo spunto e’ interessante: l’idea della cura che pure e’ volontaria e non coercitiva, ha forti richiami con la reale condizione del diverso che nella societa’ contemporanea troppo spesso e’ visto con paura, vittima di un indebolimento degli ideali di integrazione razziale post 11 settembre: benche’ l’immagine sia trita, quando Magneto mostra qual’e’ il tatuaggio che lo marchia il brivido d’indignazione non manca.
Altrettanto positivo e’ l’uso degli effetti speciali affidati alla Weta Digital Ltd di Peter Jackson : anche se sono presenti a bizzeffe nella pellicola, sono al servizio della storia e non il punto di forza del film: belli e spettacolari riescono ad integrarsi nella vicenda, moderando i toni da giocattolone ultraesplosivo che caratterizza solitamente le trasposizioni di fumetti sul grande schermo (mi riferisco ad Hulk ed anche a Spiderman).
La trama e’ invece soffre di una certa dispersivita’, forse davvero troppi i personaggi in scena con una parata di star che vedono il proprio ruolo ridotto a poco piu’ di un cameo: e’ il caso di Halle Berry alias Tempesta e di Patrick “Picard” Stewart.
Piuttosto incomprensibile il significato della resurrezione di Jean Grey: il suo personaggio crea solamente un forte senso di aspettativa nello spettatore che attende una sua entrata in scena in grado di determinare le sorti del conflitto. ma cio’ non avviene e a parte qualche cupo sguardo lanciato quando la sua parte cattiva predomina, l’attrice ha ben poco altro da fare.
Nel complesso un film godibile che sapra’ accattivarsi i favori degli amanti del genere.

avag

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