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Islands – Return To The Sea

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Dopo la parentesi Th'Corn Gangg, Nick Diamond e J'aime Tambeur ,aka Unicorns, si ritrovano nel progetto Islands, purtroppo senza il chitarrista Alden Ginger, ma con l'apporto di Richard Perry e Sarah Neufeld (Arcade Fire) e Jim Guthrie (Royal City). All'irriverenza degli Unicorni che, partendo dalle strutture classiche del pop, mirava a prenderle in giro e stravolgerle, la nuova formazione ha aggiunto una maturità compositiva (nei testi come nella musica) che forse prima mancava.
Anche se “Return To The Sea” è (per ora) il loro primo e unico disco, Diamond e Tambeur (che lascerà la band poco dopo la pubblicazione dell'album) non cercano scorciatoie e si cimentano in un'operazione riassuntiva di un certo indie-pop, sulla scia dei Broken Social Scene di You Forgot It In People (ma anche dei Cloud Cult).
“Don't Call Me Whitney, Bobby” e “Jogging Gorgeous Summer” potrebbero essere state scritte e suonate da Jack Johnson, tanta è l'allegria che sprigionano; in “Humans” ci sono i Beatles che suonano un valzer; mentre l'apporto dei due Arcade Fire si sente soprattutto nei nove minuti iniziali di “Swans (Life After Death)” e in “Volcanoes”, che inizia come un brano country per poi svariare in più direzioni. E mentre nel singolo “Rough Gem” si sente l'irriverenza degli Unicorns, non c'è da meravigliarsi quando ci si imbatte nella serenata “If” e nemmeno che, per finire, venga citata la new wave anno '80 dei Depeche Mode.
E quando, andando ad ascoltare la bonus-track, ci accorgiamo che, per ben cinque minuti! si sente “solo” il rumore della pioggia, con i tuoni in sottofondo, prima che inizi una ballata per piano, non saremo sorpresi più di tanto: meravigliati, è la parola giusta.

Malgrado tutta quest'abbondanza, e a dispetto dei vari generi e stili, più di una canzone sembra avere un andamento uguale: partenza lenta e progressivo schiudersi del suono che, proprio come un fiore, mostra tutta la sua bellezza soltanto una volta che è completamente sbocciato. A parte questo, Return To The Sea è un disco decisamente sopra la media: come se gli Arcade Fire, dopo il funerale, abbiano dato fuori di testa e si siano messi a suonare una jam session con tutto il vicinato.

Tracklist
1. Swans (Life After Death)
2. Humans
3. Don't Call Me Whitney, Bobby
4. Rough Gem
5. Tsuxiit
6. Where There's a Will There's a Whalebone
7. Ogging Gorgeous Summer
8. Volcanoes
9. If
10. Ones
11. Untitled

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