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Angelica Sauprel Scutti – Pomeriggi Similabissali

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Una gran bella scoperta: Angelica Sauprel Scutti!
Finalmente una cantautrice italiana che fa del proprio bagaglio musicale colmo di trip-hop, dub, indie, rock, psichedelia, materia plastica con la quale sagomare canzoni dalle liriche pregne di poesia che spazia dall’immaginifico alla laconica descrizione di attimi di vita.
“Pomeriggi Similabissali” è un album che alterna eterei momenti new age a linee di basso cupe e avvolgenti, batteria decisa sul quattro quarti e dilatazioni siderali, che nebulizza suoni digitali sulla voce dal sapore anni sessanta di Angelica, creando il giusto clima in cui far vivere i pensieri intimamente delicati o sinceramente rabbiosi.
“Allumettes”, inquietante e notturna, analizza il malessere di una coppia in cui l’arrendersi alla propria condizione crea inesorabilmente inquietudine (“per non dare all’occhio punti poco/ punti poco per restare in gioco”). Introspettiva Init ripercorre la freschezza della gioventù in cui “la fantasia sfogliava libri d’avventura” (“E gli eroi in quello che leggeva/ forse a te non dicono più niente/ ma me li ricordo generosi e forti/ quegli eroi di carte e inchiostro erano i miei eroi”).
Meravigliosa “E’ Tempo”, che in quattro minuti muta da una ballata elettronico-minimalista ad un pezzo indie dei più carichi. La voce passa dal ruolo di protagonista in primo piano a quello di comparsa di tutto riguardo che si fonde al suono acido e martellante degli strumenti, mentre il testo incominciato con “Ho conosciuto l’immobile stanca/ la febbre che sale, rincorrermi scalza”, che lasciano spazio all’interpretazione personale, si conclude molto più decisamente recitando “E’ tempo, sì è tempo/ di tornare a spaccare un po’ di culi”. Nessun timore nell’utilizzo della parola, che sembra essere uno strumento sapientemente utilizzato dalla cantautrice per descrive ogni sfumatura del proprio mondo interiore.
Qauttro tracce strumentali sono la testa il cuore e i piedi dell’album (Make Love With, Accalappiacani, White-Hole Hortensia, Aline Taxi istrum.). Se il dub è nato dalle B-side dei dischi giamaicani in cui venivano rimixati i pezzi del lato A evidenziando le linee di basso e batteria, allora questo album omaggia in pieno il genere chiudendosi con il remix della quarta traccia “Alien Taxi” a cui viene tolta la linea vocale e lasciato il groove delle fequenze più basse.
Quattordici tracce che danno l’impressione di fluttuare in un cielo pieno di nuvole sottili che velano il sole e si gonfiano rapidamente di pioggia diventando nere ed impetuose, in cui la luce non filtra più, e quando si diradano ridonando ai nostri occhi la meraviglia dei colori. Un ristoratore acquazzone estivo che picchia sui timpani a scrosci intensi che si diradano e s’infittiscono di nuovo fino a dissolversi, lasciando il pensiero a godere del vento sottile e penetrante generato dalle parole di Angelica. L’unica cosa che posso dire a chi vaga nei deserti della musica italiana: “Pomeriggi Similabissali… ci voleva!”

Tracklist
01 MAKE LOVE WITH…(Allumettes Muller Version)
02 ALLUMETTES
03 PAR AVION
04 ALIEN TAXI
05 INIT
06 E' TEMPO
07 A.M.
08 ACCALAPPIACANI
09 POCO IMPORTANTE
10 PENNY ARCADES
11 AI DOCKS
12 GUARDA, IMPARA, RICORDA
13 WHITE-HOLE HORTENSIA
14 ALIEN TAXI (instrumental)

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