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The New Story – Untold stories

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Si erano fatti conoscere con esibizioni live anche all’estero col nome di “N.Flunders”, ma nell’esordio discografico che li vedrà sbarcare finalmente in Europa e addirittura in Giappone, scelgono una nuova strada. THE NEW STORY. Un nome nuovo per una storia tutt'altro che nuova, ed uno stile, se è per questo, ancor meno nuovo. Il rischio, tuttavia, che le prime schiere di accaniti “web-seguaci” possano gridare al tradimento non ha ragion d’esistere. Contenti loro…
Perché questo quartetto di ragazzi che sembrano cresciuti in California più che in Lombardia, o che, per una serie di motivi, non ultimo quello promozionale, avrebbe certamente preferito crescere in California più che in Lombardia, dimostra un affiatamento che difficilmente li distoglierà dalla strada che hanno deciso di imboccare.
“UNTOLD STORIES”. Usate la definizione che più vi soddisfa. Pop-punk, punk-pop, punk melodico, sottogeneri che fanno storcere il naso ai puristi punk, ma è risaputo che dopo lo stacco generazionale di Green Day e Offspring niente più sarebbe stato uguale ed è inutile riproporre la solita discussione, invece di convincersi della differenza netta tra i due filoni. E meno male…
A primo ascolto già si capisce che i punti di riferimento non sono certamente i precursori dell’hardcore e del punk di fine anni 70, quanto invece i già citati Green Day e soprattutto i primi Good Charlotte e i Sum41. Voce da vibrazioni giovanili, giri ben studiati, ritmica prepotente.
Di buon auspicio il duetto iniziale. L’aggressiva “Streetlights”. La più rilassata “Denise” prende forma da un arpeggio che curiosamente ci riporta a “Balliamo sul mondo” di Ligabue, ennesima dimostrazione di come nella musica non ci siano davvero limiti a nulla, per poi sfociare in ruffianerie melodiche alla Blink182, senza che per fortuna si esageri troppo negli stop’n’go sciorinati fino all’indigestione da Delonge è compagni.
Finché si lambisce la melodiosità i risultati sono accettabili, quando la si fa propria e si cede al passo alla suggestione dell’emo-ballad, “More than life” per esempio, i risultati sono pessimi. Apprezzeranno gli appassionati di O.C. e affini. E forse neanche loro. Altri brani da segnalare la tirata “The line” e soprattutto “Broken soul” dove ci si avvicina, per la gioia di chi si sente poco portato per l’emocore da teenager, ai Foo Fighters e la spietata “Blind” il cui poderoso tessuto ritmico tra Nickelback e Jimmy Eat World sorregge la canzone dal respiro più internazionale, così come in “Way back home”.
Anche perché hanno rifiutato a-priori la pericolosa sfida di cantare in italiano (non oserei immaginare con quali testi) e i presupposti per farsi conoscere all’estero ci sono tutti.
Per chiudere, non ho ancora capito i perché di quella cover di “Torn”, sì avete capito bene, il tormentone di Natalie Imbruglia. Ironica, sincera o appassionata che sia, si candida a colonna sonora per il prossimo college-film della stagione.
Si salvi chi può…

Tracklist
1 Streetlights
2 Denise
3 More Than Life
4 The Line
5 Blind
6 Love and Reclusion
7 Same New Story
8 Untold Story
9 Broken Soul
10 Torn
11 Way Back Home

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