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Muse – Black holes and revelations

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“Absolution” era stato un segnale più che preoccupante della crisi creativa dei Muse. Reduci allora da un ottimo disco di esordio, e da un sequel, per molti aspetti superiore, non sembravano in grado di liberarsi dalla fortunata quanto scomoda formula che li aveva resi inconfondibili, tra eredità Radiohead/Queen, orpelli barocchi, fughe melodrammatiche e orchestrali, improvvise sferzate ai limiti dell’hardcore. Matthew Bellamy aveva anticipato che il quarto disco del trio del Devon sarebbe stato influenzato dalla sua assidua frequentazione dei club newyorkesi dove gli anni 80 sono ancora in voga come se non fossero solo un piacevole ricordo, e le band emergenti del momento si rifanno ancora ai Talking Heads e all’incredibile generazione di band punk e new wave. Il problema è che i Muse sono inglesi e le radici si sentono sempre. Per convincersi bastano “Take a bow”, rielaborazione dance di malinconia barocca in salsa-Genesis con irrinunciabile sfogo epico, e il singolo “Supermassive black hole” con quel riff accattivante che sembra quasi campionato dall’incedere più che mai Depeche Mode. Sonorità nuove, ma la più consona “Starlight” è la prova di come si stia sempre parlando dei Muse con quelle tastiere vellutate che si scontrano con ritmiche secche e spigolose, pur affascinati da certe atmosfere care agli Ultravox quanto ai primi Radiohead. Il peggio, come del resto si avvertiva in “Absolution”, sta nei lenti, dagli stessi eccessi mielosi e melodrammatici dei Queen, vecchio fantasma sempre in agguato. Tenersi alla larga quindi dalla breve, per nostra fortuna, “Soldier’s poem” e soprattutto dalla disperata (anche perché è una disperazione ascoltarla) “Hoodoo”, che sembra un out-take di “Origin of simmetry” (in un paio di passaggi si sfiora l’auto-citazione) con Bellamy che si misura con la teatralità delle grandi voci del secolo scorso in un accompagnamento orchestrale di violini e pianoforte senza avere però le doti vocali di un Jeff Buckley per cimentarvisi. “Invincible” nasce tra evidenti echi-U2, apparentemente sulla stessa falsariga delle sopra citate, ma la precisa batteria di Howard scandisce una marcetta sul costante punto di esplodere, e arriva, a questo punto sarebbe da ipocriti dire inaspettatamente, un liberatorio finale prog con assoli liquidi e impalpabili che si intrecciano ad aggrovigliati synth, vecchio marchio di fabbrica-Muse.
Segue la cattivissima “Assassin”, ideale ponte tra At The Drive In, Mars Volta e Radiohead. L’energia non manca con la novità che spesso sia associata a inedite forme dance e wave (il meglio dell’album per il coraggioso e inatteso tentativo di cambiare) che più che ai newyorkesi Rapture ci fanno associare questi nuovi Muse ai Killers, ritmi in levare ballabili che certamente sbarcheranno nei dancefloor senza il bisogno di essere remixati e deturpati. Ai fan più “antichi” già viene il freddo, ma questa nuova dimensione dei Muse che ha il suo apice, nonostante la ruffianata hardcore conclusiva (che dal vivo, se si manterranno sui consueti standard, promette stragi), nei sei minuti di odissea anni80 della travolgente “Knights of Cydonia”, è indubbiamente più convincente di una “Exo-politics”, riff da punk melodico e agghiacciante ritornello glam, nell’accezione più rock, e della bizzarra intuizione world di “City of delusions” con tanto di tromba, chitarra flamenca e synth orientaleggianti uniti, immaginerete l’effetto, alla voce straziata di Bellamy e alle consuete fughe chitarristiche sospinte dal tipico aggressivo tappeto ritmico.
Tra le svariate influenze e idee che si mischiano un po’ confusionariamente in questo “BLACK HOLES AND REVELATIONS” i Muse devono solo decidere quale strada percorrere. In un modo o nell’altro finiranno sempre per scontentare qualcuno, ma, arrivati ormai a questo punto, tornare indietro equivarrebbe a gettare definitivamente la spugna. E sono troppo giovani per farlo.

Tracklist
1 Take A Bow
2 Starlight
3 Supermassive Black Hole
4 Map Of The Problematique
5 A Soldier's Poem
6 Invincible
7 Assassin
8 Exo Politics
9 City Of Delusion
10 Hoodoo
11 Knights Of Cydonia

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