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Valentina Lupi – Non Voglio Restare Cappuccetto Rosso

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Valentina Lupi, nel suo esordio “Non Voglio Restare Cappuccetto Rosso” usa la voce con una maturità e una padronanza disarmante sopra canzoni rock interamente scritte e arrangiate da lei, devo dire, molto bene.
Ma a me il disco di Valentina Lupi non piace.
E qui la recensione prende una direzione inaspettata.
Cosa che, al contrario, non succede mai nel disco. “Non voglio restare cappuccetto rosso” si limita a pescare superficialmente da un po' tutto il cantautorato femminile italiano, da Carmen Consoli a Paola Turci, fino all'ultima Cristina Donà, addirittura quella del quasi imbarazzante duetto mainstream con i Subsonica, “Triathlon” per la precisione (vedi “Come Scriveva 'Benni'”, che per assurdo è anche il brano che mi piace di più).
Perchè per il resto si tratta di un prevedibile easy rock da Sanremo Giovani con testi a tratti al limite del sopportabile (“ho nel cestello tanto amore/se solo potessi fartelo capire”) e sonorità di quelle che senti tipo nel disco dei Nickelback.
Potrebbe piacere a palate di teenager in cerca di facili trasgressioni rock'n'roll da cantare a squarciagola, per sentirsi un po' fuori dal sistema.

Tracklist
1. Il giorno del samurai
2. Non voglio restare Cappuccetto Rosso
3. Casa di bambola
4. Solo 21 anni
5. È questo il vero?
6. Fiore del male
7. Come scriveva “Benni”
8. Satura
9. Qualcosa di agrodolce
10. In modo naturale
11. 28 gennaio ‘96
12. Voglio essere felice

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