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MOGWAI – Bologna, 06/09/06

Sulla coda dell’estate l’Emilia Romagna ricomincia ad ospitare grandi concerti e a Bologna l’Estragon richiama tutti dalle spiagge con il solito ed atteso Summer Festival. Il primo grande nome in cartellone è di certo quello dei Mogwai.

di Luca Lanzoni

La band scozzese arriva in Italia per presentare i brani dell’ultimo album, Mr Beast. Il concerto inizia con la stessa atmosfera del cd, ma con l’amplificazione di ogni sensazione dovuta all’imponente potenza sonora: come se un uragano arrivasse da lontano, così la loro musica comincia con un delicato alito di vento che fischia quasi impercettibile nelle orecchie, poi la tempesta si gonfia e i cavi dell’alta tensione si strappano rendendo l’aria magnetica e prima di essere scagliati in aria dal vortice acustico, la pelle si contrae in un brivido di stupore.
Il quintetto scozzese, poco incline all’uso delle liriche, potrebbe far pensare a live performance monotone, invece conquistano l’attenzione passando violentemente dallo stomaco per invadere, poi, cuore e mente delle migliaia di persone che affollano il locale.
Tutta la struggente intensità di Mr Beast raggiunge picchi che sfiorano l’aggressività del metal, mentre le armonie più eteree e soffuse sembrano la colonna sonora di un infinito, lisergico piano sequenza kubrickiano.
Ripropongono anche pezzi del loro recente passato come Christmas Steps (dall’album Come On Die Young), A Cheery Wave From Stranded Youngsters (dall’album Young Team), Hunted By A Freak e Killing All The Files (dall’album Happy Song For Happy People).
Dopo un’ora e mezza di chitarre urlanti, synth trasognati, ritmiche incalzanti, pianoforti evanescenti, orchestrazioni di feedback e riverberi avvolgenti, i Mogwai regalano un finale che riassume in sé l’intero concerto eseguendo una splendida Mogwai Fear Satan in cui ci sono tutte le sfumature della loro musica: dalla rabbia alla delicatezza passando per le note più tetre e quelle malinconiche.
La band non colpisce di certo per la fisicità sul palco, niente salti o strumenti distrutti, ma anche da seduti ed in perfetto silenzio sanno emozionare e caricare il pubblico all’inverosimile.

Luca Lanzoni
redazione.emiliaromagna@impattosonoro.it

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