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Bibliophobia

Gabriele Dadati – Sorvegliato Dai Fantasmi (recensione + intervista)

Gabriele Dadati
Sorvegliato dai fantasmi

peQuod edizioni
pp. 144 – € 12

Recensione e intervista di Flavia Piccinni


“Sorvegliato dai fantasmi” è una di quelle raccolte di racconti che non ti capitano spesso sotto mano. Anzi, quasi mai.
“Sorvegliato dai fantasmi” sono nove racconti che hanno voci diverse e la stessa penna. Quella del bravo e promettente piacentino Gabriele Dadati che a soli 24 anni firma con coraggio uno di quei libri che convincono in toto. La qualità della scrittura, la capacità di mantenere alta l’attenzione, la maturità del suo linguaggio sono solo alcune caratteristiche di questa raccolta completa e interessante. I temi trattati sono spesso diametralmente opposti, ma che si tratti dell’arrivo del primo figlio o della necessità di scagionarsi dall’accusa di omicidio, pur non chiamandosi Charles Manson, la bravura di Dadati non passa inosservata. Dadati si conferma una delle voci più interessanti del panorama letterario italiano.

Come inizia la tua passione per la scrittura e come si sviluppa?
Intorno ai sedici anni mi sono reso conto di una cosa strana: mi venivano in mente delle cose. E queste cose erano, grossomodo, trame, o almeno i primi vagiti di trame da sviluppare. Non se ne andavano dalla testa se non le sistemavo da qualche altra parte. Allora ho cominciato a scrivere. E’ chiaro che poi ci vuole tempo e lavoro per prendere in mano le tecniche della narrazione, per poter usare certi strumenti e così via. Ma insomma tutto è iniziato da lì e non saprei dire bene cos’è stato a innescare tutto.

Sorvegliato dai fantasmi è un volume composto da nove storie. Nove voci diverse fra loro e ben distinte compongono il volume. Come si sviluppa questo desiderio di sperimentare e che strade conosce?
Il desiderio è sempre quello di raccontare alcune storie (mi verrebbe da dire alcune storie importanti, o almeno che a me sembrano importanti a tal punto da non poter essere taciute): poi trovare una voce per ogni storia, e dunque un ritmo un lessico una sintassi insomma uno stile, è il modo di rendere giustizia a queste storie. Vorrei essere io che mi allungo a servizio delle storie, non viceversa vederle piegate ai miei tic. Il risultato sono queste prose che mi usano come un megafono, sono queste storie coperte da lembi della mia pelle che però, ecco, non è già più la mia pelle: guarda quante squame e quante piume e che colori che ci sono qui intorno…

Com’è nato un libro di racconti come Sorvegliato dai fantasmi, dove ogni racconto ha una sua personalità e un suo stile ben definito?
Il libro come qualcosa di unitario è nato dal fatto che sotto sotto ci sono dei temi ricorrenti che lo tengono insieme (il rapporto di coppia, la maternità/paternità, la prova da sostenere, la perdita, ecc.): mentre lo svolgimento puntuale di ogni racconto è legato appunto al fatto che ogni storia ha una voce propria che si sviluppa a partire dalla trama. Anche se, in definitiva, in questa voce si riconosce sempre anche la traccia della mia voce.

Gabriele Dadati, non solo scrittore: ragazzo di 24 anni che si occupa di mille cose diverse fra loro, arte contemporanea, organizzatore di eventi culturali… e poi studente di letteratura italiana e giornalista per “Libertà”. Qual è la passione che vorresti diventasse lavoro per la vita?
Tutte queste che tu dici vanno benone, e se rinunciassi anche a una sola mi sentire di sprecare il mio tempo. Si tratta quindi di mantenerle attive su binari che non collassino e fare in modo che, incidentalmente, portino a un certo punto a pagare affitto e bollette. Ma davvero non riesco a rinunciare a niente.

Protagonista anche di Orepiccole.org. Un sobrio spazio in rete che si occupa di letteratura e arti figurative. Com’è nata l’idea e a quale esigenza risponde?
E’ un progetto che nasce da un’amicizia bella e forte, quella con Stefano Fugazza – Stefano è tra l’altro uno storico dell’arte assai bravo. Gli amici quando parlano spesso fanno progetti e qualche volta li mandano in porto. Così è stato per noi che volevamo fare una rivista che ci corrispondesse e l’abbiamo fatta.

Cosa ci dobbiamo aspettare da Gabriele Dadati per la fine del 2006 e per il 2007?
Mah, come scrittura salteranno fuori un po’ di racconti su antologie e riviste. Per il resto è difficile dire: sono in un momento di vorticosa transizione umana (intellettuale e biologica), per cui temo si debba aspettare un assestamento prima di poter dire con precisione cos’è successo.

Su che autore emergente punteresti per il futuro?
E’ difficile dire. Penso a me stesso, e ho voglia e bisogno di lavorare il meglio possibile sperando di poter essere uno scrittore importante. Ma penso che ci sia qualche altro che lo vuole fare, ad esempio Alcìde Pierantozzi, e poi Roberto Saviano.

Cosa consiglieresti a uno scrittore che vuole essere pubblicato per farsi conoscere?
Conoscere bene la linea editoriale dell’editore a cui si spedisce il dattiloscritto, ad esempio. Inutile mandare un giallo a Fernandel, un romanzo postmoderno ad Adelphi o un romanzo non postmoderno a minimum fax: bisogna essere lettori degli editori cui si fa riferimento, anche per rispetto al loro lavoro. Per il resto chiedersi sempre “è indispensabile che io scriva questo? Quello che sto scrivendo è davvero così importante?” e solo dopo procedere.

Recensione e intervista di Flavia Piccinni

www.pequodedizioni.it

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