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TV ON THE RADIO – Milano, 01/09/06

I Tv On The Radio arrivano in Italia alla fine del loro tour estivo in Europa per 3 date e dopo la pubblicazione della loro ultima fatica “Return To Cookie Mountain”.

di Alberto Canarecci

Grande attesa per la band che è riuscita a proporre in questi ultimi 3 anni un suono personale, molto curato e innovativo. Il merito di tutto ciò è da ripartire nelle 3 anime fondanti della band: Tunde Adebimpe voce principale del gruppo, Kyp Malone seconda voce e chitarra e David Andrew Sitek chitarrista e compositore nonché produttore di “Fever To Tell” degli Yeah Yeah Yeahs e soprattutto dell’incredibile “They Were Wrong So We Drowned” dei Liars.
Arrivo al Rolling Stone e noto sconsolato che la sala è mezza vuota (200 massimo 300 spettatori). Chiaramente la Milano di inizio settembre non è la città brulicante degli altri mesi ma mi aspettavo sicuramente una risposta maggiore di pubblico.
I Tv On The Radio si presentano in 5 sul palco, oltre ai sopraccitati ci sono un batterista e un polistrumentista (basso, synth e electronics) che fanno parte della band dal 2005. Iniziano con l’ultima traccia di “Return to Cookie Mountain”, “Wash The Day Away”, ritmica lenta e quadrata, chitarre distorte che tessono strati di suono e la voce di Tunde che galleggia e poi si erge potente ed infine svisa nell’inconfondibile falsetto. Veramente puro godimento con queste chitarre così bianche in contrasto con la voce soul di Tunde. Il live prosegue soprattutto con l’esecuzione dell’ultimo disco e rielaborando in chiave diversa i pezzi fondamentali del passato. Particolarmente mutata “The Wrong Way”, eseguita senza sax, con ritmica più veloce, quasi punk, e chitarra nervosa ma pulita con Tunde che rimane veramente senza fiato alla fine del pezzo. Stesso trattamento per “Staring At The Sun”, il singolo di “Desperate Youth, Blood Thirsty Babes”, l’album che li ha fatti conoscere. L’effetto è straniante, si fatica a riconoscere i pezzi, ma personalmente ritengo che questo sia il segno dell’ottimo stato di salute creativa del gruppo. Credo sia più interessante a distanza di un paio d’anni il riarrangiamento dei vecchi pezzi piuttosto che una scontata e fedele riproposizione. L’unico pezzo che non subisce questo trattamento è “Dreams” che conserva il suo carattere cupo e solenne. Come dicevo gran parte dei pezzi dell’ultimo disco vengono suonati, particolarmente coinvolgente “Let The Devil In” con la band che invita a cantare il coro centrale e il pubblico che risponde alla grande cantandolo per tutta la durata del pezzo in una catarsi generale. Fantastica ed efficace la l’esecuzione di “A Method” con Kyp e Tunde alle voci e gli altri membri attorno alla batteria per creare il ritmo tribale-industriale in crescendo. Altro pezzo in cui la sezione ritmica è protagonista è “Blues From Down Here”, che dal vivo diventa estremamente interessante per l’esecuzione così sghemba e la potenza dell’interpretazione vocale di Tunde. E poi “Province”, la traccia che vede la collaborazione di David Bowie, così autunnale come un lento abbandono cullato dalle chitarre e dal piano. E ancora “Hours” introdotta dal falsetto di Kyp che accompagnerà i sussurri e gli urli di Tunde lungo tutto il pezzo. Molto apprezzato il nuovo singolo “A Wolf Like Me” ballato e cantato dal pubblico. L’intro di Sitek che pizzica il ponte della chitarra sul cui manico compaiono dei sonagli, l’ingresso carico della batteria cui segue una prima chitarra col distorsore al massimo e successivamente l’altra pulita a disegnare il riff non possono che scatenare la sala.
Finito il concerto e sbattuti letteralmente fuori dal locale i TVOTR si sono fermati a parlare poi con tutti i ragazzi con la massima disponibilità, interessandosi e chiedendoci delle nostre storie e raccontandoci delle loro vite quotidiane a New York, dei lavori part time di cui hanno bisogno per vivere, della lontananza da amici e affetti dopo 3 mesi di tour: fantastici!
Quello che più mi ha colpito nel vedere i Tv On The Radio sul palco è la coesione del gruppo, l’intensità, l’energia e la passione con cui suonano i loro brani. Il modo non scontato con cui si approcciano alla loro stessa musica. Gli incredibili giochi tra le voci di Tunde e Kyp, veramente innovativi nella scena indie attuale, che sembra porre più attenzione alle ritmiche in 4/4 dal piglio disco e ai riff di chitarra che non all’utilizzo delle voci in maniera creativa. In definitiva l’ascolto del solo disco fornisce una conoscenza solo parziale del suono della band, l’esperienza live è quindi necessaria per approfondire e completare il discorso su questo gruppo.
Alberto Canarecci

www.tvontheradio.com

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