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Audioslave – Revelations

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Se si desse retta alla critica che da sempre li vuole una band sull’orlo dello scioglimento Revelations non sarebbe neanche esistito (oppure sarebbe stato un disco dai torni reggae come qualche notizia di corridoio vociferava).
Invece no Chris Cornell e Tom Morello sono ancora insieme e dopo Out of Exile datato 2005 ed un tour a supporto danno alle stampe il loro terzo album.
Cosa ci racconta il super gruppo di musicisti di nuovo?
Tanto per cominciare le dodici tracce suonano come una band, gli Audioslave finalmente. E poco importa se sono state prodotte con l’intento di porre fine al contratto il prima possibile, poco importa se Martin è pronto per il secondo tentativo solista e nel mentre fa canzoni per James Bond. Poco importa appunto.
Perché ad ascoltare Revelations (come traccia e come disco) ci si diverte:certo la musica è ancora un duro lavoro tanto che Morello tiene a precisare che ogni suono che stiamo ascoltando è stato prodotto con veri strumenti,niente campionamenti e dj set.
One and the same ed il primo singolo estratto Original Fire ci regalano un sound più uniforme,finalmente amalgamato che ondeggia tra riff di chitarra e le liriche meno tormentate di Cornell con una spolverata di antenati funk e soul.Una ricetta ben riuscita che ci regala un gruppo non più cover di Rage Against the Machine e Soundgarden (oltre ad un piacevolissimo assolo di chitarra “alla bei vecchi tempi andati”di Morello in One and the same).
Da Shape of things to come si sente riecheggiare un’aria familiare,più cupa anche se il cielo è ancora terso e si scopre con piacere che Cornell ha ancora delle corde vocali in forma.
Jewel of the summertime profuma di Morello e lascia che la chitarra accarezzi la voce del cantante e gli rubi la scena come miglior protagonista.
Le “perle”del disco si trovano alla fine Nothing left to say to goodbay che sa di camicia di flanella,capelli lunghi e ti fa chiedere se hai messo su Superunknow e si ti fa venire una lacrimuccia nostalgica.
Moth ne segue la scia e starebbe benissimo dopo Black Hole Sun.
Revelations è consigliato ai ragazzini(non vogliatemene male)che potrebbero vaccinarsi e svezzarsi dal nu punk,nu metal e chi per loro ed ai nostalgici dei Rage Against the Machine e delle camicie di flanella che si divertiranno ad aprire l’album dei ricordi e nello stesso tempo ad ascoltare un bel gruppo ed un piacevole disco.

L’ascolto:Nothing left to say but goodbye,Moth

Tracklist
1. Revelations
2. One And The Same
3. Sound Of A Gun
4. Until We Fall
5. Original Fire
6. Broken City
7. Somedays
8. Shape Of Things To Come
9. Jewel Of The Summertime
10. Wide Awake
11. Nothing Left To Say But Goodbye
12. Moth

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