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BANDABARDO’ – Bologna, 10/11/2006

“Un girotondo passa il bicchiere, un girotondo dammi da bere, un girotondo passa il bicchiere, dammi da bere per carità”

di Luca Lanzoni

Nell’aria viziata da migliaia di persone in attesa si diffonde la Filastrocca: “Un girotondo passa il bicchiere, un girotondo dammi da bere, un girotondo passa il bicchiere, dammi da bere per carità”. Pochi secondi e la Banda saluta il pubblico e imbraccia gli strumenti iniziando la festa con Pedro, Tre Passi Avanti, Sette Sono I Re. L’energia è alle stelle e il pubblico salta e segue i movimenti di Erriquez, Finaz e soci, loro continuano a suonare con la spontaneità di chi imbraccia una chitarra intorno ad un falò in spiaggia, ma ora gli amici intorno al fuoco sono davvero tanti, tutti sorridenti e pronti a ballare. Manifesto, L’Estate Paziente, Sempre Allegri, Venti Bottiglie Di Vino, l’inedita Un Uomo In Mare, alimentano l’atmosfera piena di emozione, passione e divertimento. I musicisti della Bandabardò sono ineccepibili, Nuto e Donbachi sono i binari da cui il tempo non deraglia mai, Orla grafia con i riff che stavolta escono da una diavoletto dubleneck con un totale di diciotto sobriamente ed efficacemente utilizzate, Finaz fa correre le dita alla velocità della luce sulla chitarra acustica da cui negli assoli esce il suono potente di un’elettrica, Ramon alterna percussioni, tromba e cori dando pienezza agli arrangiamenti, Erriquez martella sull’acustica sostenendo la ritmica, ma soprattutto canta e comunica col cuore tutti i propri ideali alla sua gente sotto il palco.
Si continua a saltare cantando Lo Sciopero Del Sole, Disegnata, poi arriva la frecciatina scagliata contro Bush sconfitto alle elezioni di medio termine a cui Enrriquez dedica La Fine Di Pierrot, al termine della quale agganciano una inaspettato, ma azzeccato, pezzo di Silvestri, Cohiba. I riferimenti politici sono espliciti, ma credo che siano veicolati nella loro musica dagli ideali che sembrano parte fondamentale della Banda e dal romanticismo didattico che scaturisce da figure storiche che hanno lottato unicamente per ottenere la libertà di un popolo.
Succederà è l’ultimo brano prima di una pausa in cui nessuno lascia il palco, ma semplicemente tirano fiato, bevono un sorso, salutando tutti quelli che permettono loro di suonare, dal fonico al camionista che li porta in giro, e ripartono con Ewa, Vento In Faccia, Beppeanna e chiudono delicatamente con Juste Le Temps.
Tutta la Bandabardò saluta calorosamente gli amici che hanno riempito totalmente l’Estragon e dopo quasi due ore passate rapidissime senza un secondo di noia, se ne vanno ringraziandoci ancora.
Luca Lanzoni
www.dissenzoo.com

www.bandabardo.it

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