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Interviste

Intervista alla PETERAN RECORDS

Intrapendiamo un ideale viaggio alla scoperta delle piccole realtà all’interno del panorama delle label indipendenti italiane.
Ecco la Peteran Records, neonata etichetta romana alle prese con altrettanto piccole realtà musicali con il sacrosanto diritto di essere scoperte.

Intervista di Luca Marcelli

La Peteran Records è nata a Settembre del 2006. Com’è nata l’idea?
L’idea di “creare” una label è nata essenzialmente per far conoscere alla popolazione underground italiana, ma soprattutto straniera (europea e americana), le nuove realtà sonore del nostro caro bel paese, un modo come un altro insomma di rendersi utili in modo onesto e passionale, chiaro ed efficace, lavorando senza scopo di lucro, su un amore chiamato unicamente
musica. Più razionalmente parlando, invece, abbiamo deciso di proseguire un discorso iniziato molti anni fa, e finito attraverso varie negative imposizioni con una morte lenta e atroce…

Come sono passati i primi mesi di vita?
Da Settembre ad oggi sono successe tante cose, e di conseguenza i primi due mesi di vita sono stati intensi, ma nello stesso tempo lodevoli e stressanti, arrivando a lavorare sul progetto anche svariate ore al giorno,
senza mai tralasciare l’impegno e la costanza, nonostante la non retribuzione dal punto di vista monetario. Primi due mesi comunque pieni di soddisfazioni, sia dal punto di vista discografico, che umano, con svariati
incontri piacevolmente piacevoli, e nuove idee ancora da sviluppare.

Perchè questo nome, Peteran Records?
Perchè Peteran? Francamente ce lo siamo chiesti fin dall’inizio, e onestamente anche oggi non riusciamo a dare una risposta a questa domanda.
Diciamo perchè semplicemente suonava bene, niente di più di questa epocale banalità , tutto qua.

La Peteran Records nasce dalle ceneri di un’altra label indipendente, la Pakoima Records. Cosa non ha funzionato alla Pakoima?
La Pakoima records è scomparsa dopo molti anni di attività per un semplice problema burocratico, ovvero il nome..perciò non c’è stato nulla che realmente non ha funzionato, anzi, sono stati periodi di belle e forti
soddisfazioni. Abbiamo dovuto modificare semplicemente il nome, poichè un’altra etichetta californiana, che aveva depositato il
nome Pakoima, ci ha imposto il cambiamento onde evitare problemi di tipo giudiziario..e cosଠabbiamo fatto di necessità virtù.

La prima produzione è stata il Pet Sampler #01, raccolta comprendente 10
brani per 5 band. Com’è nata l’idea?

L’idea del Pet Sampler #01 è nata in una serata live vicino a Roma, tra un Martini e un rum e pera, ci siamo detti, perchè non iniziare il nuovo progetto della label con qualcosa di raramente differente, prelibato e nello stesso tempo semplice, e cosଠabbiamo pensato ad uno split a cinque band, ognuna delle quali presenti con due pezzi, il numero perfetto di brani, a nostro parere, per presentarsi ad un pubblico nuovo che neanche era a conoscenza di questi nomi, et voilà nell’arco di poche settimane abbiamo creato questo piccolo, grande, ambizioso progetto fatto in casa, artigianale al punto giusto, e volutamente indipendente sotto ogni punto di vista
alternativo.

Cosa ci potete dire di questa compilation? Quali sono stati i riscontri?
L’unica cosa che possiamo dire e che siamo veramente soddisfatti di questa nostra creatura sonora, lavoro che ha portato in meno di due mesi di vita, a vendere praticamente tutte le 2000 copie realizzate e distribuite nelle varie distro di mezzo mondo, riscontri che hanno portato a far conoscere i
gruppi partecipanti, in miglior modo, sotto una nuova logica, calcolando anche che i testi dei pezzi presenti nel Pet Sampler sono solo ed
esclusivamente in italiano. Comunque le vendite e i riscontri più positivi sono arrivati dai mercati tedeschi, francesi e americani…

Com’è avvenuta la selezione delle band che hanno poi partecipato al Pet Sampler?
La selezione delle band per il numero uno del Pet Sampler è avvenuta in seguito a più di venti giorni di ascolti, tra demo, mp3, e attraverso tante altre forme di ascolto, di più di 200 gruppi indie/acustic/rock/folk…alla
fine abbiamo scelto le cinque band sopratutto per la qualità della loro musica, dei loro intenti, delle loro idee e dei loro sogni proibiti, che molto si legavano a quelli nostri.

Quello #01 ci prospetta uno #02. E’ cosà¬? Ce ne sarà un altro?
Proprio in questi giorni pre natalizi stiamo facendo una pre – selezione del secondo volume, ancora però, celiamo dietro un qualunquista top segret i futuri nomi che prenderanno parte al progetto. Per ora rimanete in contatto, non ve ne pentirete.

Sheena e Lactis Fever: che ci puoi dire di loro e delle loro rispettive uscite?
Due gruppi molto diversi fra loro…gli Sheena sono molto semplici, efficaci, naturali al punto giusto con quel pizzico di fragilità sentimentale che non guasta mai, tipica band che si sottovaluta troppo, e che meriterebbe un miglior riscontro sotto ogni punto di vista, leali con se stessi e con i propri pensieri, amanti della libertà libertina espressa sotto ogni punto di vista..i Lactis Fever invece sono la classica band idealmente geniale, piena di originalità e poco senso pratico, figli di movimentazioni modaiole che riportano a dei suoni un tantino più orecchiabili, ma che altro non fanno che
allietare le orecchie ottuse di queste ultime generazioni sonore, un gruppo insomma sempre pronto alla ribalta, con quella puzza sotto il naso validamente unica, perfetta, che li porterà molto lontano..

Ci saranno in programma tour promozionali per queste due band?
La Peteran in realtà non si occupa di booking, ovvero di organizzare concerti, ma in questo caso tutte e due le formazioni stanno lavorando per trovare qualche data dove poter presentare i loro ultimi lavori, perciò prima o poi ve li ritroverete nella vostra città all’improvviso.

Cosa bolle nella pentola Peteran Records per il futuro?
Oltre la ristampa, quasi sicura del primo volume del Pet Sampler, e l’uscita per i primi di Gennaio del secondo, al momento stiamo lavorando su nuove interessanti band nostrane, anche se non c’è ancora l’ufficialità .
Comunque fino ad inizio 2007, ci prenderemo una beata, soave e meritevole pausa festiva.

Due domande classiche. La prima: c’è qualche etichetta in Italia o all’estero che rappresenta un punto di riferimento per voi?
In Italia apprezziamo molto il lavoro fantasioso e straordinariamente pazzoide di label come la Riotmaker, Snowdonia e Suiteside, senza tralasciare grandi storiche realtà come la Mescal, la Santeria e la
Homesleep. All’estero su tutte invece la Rought Trade, Domino e l’Xl recordings su tutte, imbattibili sotto ogni punto di vista
mediatico/discografico/sonoro.

La seconda: un gruppo che vi piacerebbe avere nella vostra etichetta?
Ora come ora mi piacerebbe avere una band con la grinta mediatica dei Babyshambles, una formazione geniale come i Bloc Party, una mente soffusa come quella dei Wolf Eyes, una ritmica qualtativamente unica come quella dei
The Ordinary Boys e la grinta intuitiva di un collettivo come quello dei Les Georges Leningrad.

peteranrecords.blogspot.comwww.sheenarock.it
www.myspace.com/lactisfever

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