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Bugo – Sguardo Contemporaneo

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Ok, è palese che Bugo alla Universal fa un po’ paura come cosa. Soprattutto se si pensa poi che non è che lo si ritrovi a suonare in tutta Italia il Bugatti, anzi. A dirla tutta, non è facilissimo riuscire ad assistere ad un suo concerto, negli ultimi tempi.
Forse non credono troppo in lui, povero ragazzo.
Detto questo, noi non siamo mica schizzinosi. Almeno, io non lo sono, e che Bugo esca per la Universal o che si diverta a masterizzare cd per cd il suo ultimo lavoro e spedirlo uno ad uno ad ogni singolo abitante del bel paese, non mi interessa. L’importante è che Bugo esca, musicalmente parlando.
Del Bugo che ricopiava a carta-carbone il buon vecchio Beck, registrando probabilmente nel lavello della cucina di casa sua, sfornando peraltro piccoli capolavori lo-fi, non ci sono più grandi tracce.
Stavolta, addirittura c’è l’incazzoso Giorgio Canali in mezzo allo “Sguardo Contemporaneo” di Bugo (ringrazio ufficialmente il Bugatti per il titolo che mi permette questo gioioso gioco di parole).
E con Giorgio arrivano anche le chitarre un po’ tanto dure di Giorgio. Ed ecco che il nuovo disco di Bugo non è come i precedenti. Alt, fermi tutti. Cioè, forse non è neanche bello come i precedenti, ok, ma dischi come “Dal Lofai al Ci Sei” o “La Gioia di Melchiorre” (la parte acustica) credo siano traguardi irripetibili.
Questo “Sguardo Contemporaneo” non è fatto di sole canzoni stravaganti e istrioniche all’insegna delle geniali assurdità  demenziali a cui ci ha abituato Bugo. Ci sono, ma sono meno. Sarà  che anche Bugo è invecchiato – o meglio è cresciuto – ed ha acquistato una più complessa maturità , una visione della quotidianità  più saggia e seriosa, che lo spingono ad atteggiamenti da cantautore quasi serio. Che non sono certo quelli della copertina, e neanche quelli di “Oggi è morto Spock”, nuovo inno generazionale dopo l’indimenticata “Io mi rompo i coglioni”. Sempre che non ci si metta a considerarlo come un trattato sulla (post-) modernità . Sinceramente non me la sento. Preferisco trovare la seriosità  di Bugo in “Che Lavoro Fai”, o in Millennia dove le chitarre di Canali troneggiano come quel Bugo in copertina che è il solito Bugo, quello di “Ggell”, “Gelato Giallo” e “Coda d’Italia”, che non a caso sono i pezzi migliori del disco.
Sono i pezzi migliori perchè sono quelli che più si rifanno all’ideale del Bugo, odiato, amato, idolatrato, deriso, calpestato, disgregato, ma che si evolve disco dopo disco.
E “Sguardo Contemporaneo” non è altro che un disco di un Bugo evoluto e cresciuto, ma sempre di Bugo.
Per fortuna.Tracklist
1. Plettrofolle
2. Gelato giallo
3. Che lavoro fai?
4. Oggi è morto Spock
5. Ggell
6. Amore mio infinito
7. Millennia
8. La caffettiera
9. Roma
10. Una forza superiore
11. Quando ti sei addormentata
12. Coda d’Italia

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