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Interviste

Intervista agli AMOR FOU


Quattro chiacchiere con Alessandro Raina degli Amor Fou, per parlare di musica, letteratura ed altro. Una band che si fa aprezzare per il discorso portato avanti, e per gli indubbi risultati di qualità.

1) Pensando alla vostra musica m`e` venuto in mente l`aggettivo ricercata, non nel senso tecnico del termine, bensi nel senso che e` musica di ricerca, del suono giusto per le parole, delle parole giuste per il suono, senza dimenticare l`importanza di entrambi, sia a livello concettuale che ritmico. Insomma, credo sia un effetto degli artisti che dite di amare.

Si e no.
Si nel senso che gli artisti che amiamo, in particolare Battisti, erano dei veri maniaci della produzione. Pur scrivendo melodie immediate e universali Lucio Battisti passava ore e ore a lavorare sulla forma delle canzoni, a cercare le influenze giuste, a curare i suoni, gli arrangiamenti, e sicuramente parte del nostro amore per la musica risiede anche nell’essere consapevoli che con il do it yourself e la fretta si fa poca strada, anche e soprattutto nel pop. E’ un atteggiamento molto poco comune oggi, e in questo ci sentiamo assolutamente retrò.
No nel senso che le parole sono uscite tutte in modo molto spontaneo e veloce non appena ci sembrava di aver trovato la melodia giusta. Alcune canzoni (per esempio ‘Cos’è la libertà’) le ho scritte in due ore e in generale la stesura dei testi mi ha prso pochissimo. Se mi mettessi a lavorare di cesello, almeno ora, non ne uscirei piu’.
Nonostante si possa pensare il contrario nei miei testi non c’è alcuna ricercatezza. Semplicemente ho aspettato di avere l’età giusta e l’esperienza giusta per poter affrontare la lingua italiana, e dopo anni passati a leggere e scrivere forse oggi il tutto mi viene piu’ naturale di quanto non sarebbe stato dieci anni fa.

2)Concordo sulla fretta come cattiva consigliera, e comunque il fatto di leggere, soprattutto supportato da un tempo lungo di decantazione, giova visibilmente alla costruzione, anche veloce, dei tuoi testi; da dove e` nato il titolo dell`album?

Il Cannibale, è un appellativo che come tanti ho scoperto leggendolo appiccicato a Eddie Merckx e penso faccia un certo effetto. Al di là di questo abbiamo individuato nel Cannibale tutte quelle forze centrifughe che minano un sistema di cose dall’interno, sia esso un sistema individuale (come una storia d’amore) o collettivo (come l’equilibrio precario della società). L’idea del cannibalismo è che tutto ciò che ci divora proviene da dentro di noi, siamo noi, non è né Dio (che ha altro a cui pensare) né il Sistema, né qualsiasi altra sovrastruttura a cui di solito si dà la colpa di tutto.

3) bella questa spiegazione, quindi mi pare di capire che e` comunque un album che cerca in un certo qual modo di descrivere questa sorta di autocombustione, un album forte nel suo prendere una posizione

Esattamente. Prendere una posizione è stato un atto connaturato alla musica pop, nel senso di ‘popolare’ fino ad inizio anni ‘80, una fase in cui, attraverso il mito fasullo del ‘disimpegno’, della superficialità spacciata per un nuovo modo di intendere l’arte, si è rimosso quasi completamente il contatto fra etica ed estetica, nella musica e di conseguenza nella vita. Essendo – almeno io e Leziero – un pò moralisti non abbiamo faticato a fare nostra l’attitudine dell’epoca che rievochiamo pur sapendo che oggigiorno tutto ciò avrebbe potuto essere tacciato di autocompiacimento. Ma sono rischi che si devono correre, soprattutto se si parla (anche) ai ventenni, che di cosa accadde quarant’anni fa (nella musica, nell’arte, nella società..) sono semrpre piu’ -pericolosamente- ignari. Se non si vogliono correre rischi è meglio tacere, a meno che non si sappia maneggiare l’altra grande arma narrativa a disposizione di chi vuole raccontare il passato, ossia la satira. In questo senso un’opera riuscitissima e complementare alla ‘Stagione del Cannibale’ può essere ‘Morte accidentale di un anarchico’ di Dario Fo (autore che pure non adoro).

4) “L’amore spesso è soltanto un prestito con cauzione” questa frase è nel vostro sito in myspace, vuoi commentarla?

E’ una citazione di uno scrittore meraviglioso e geniale, Gesualdo Bufalino, grande pessimista cosmico. Un uomo capace di catturare il senso della realtà attraverso frasi brevi, ciniche come schegge e illuminanti.

5) Concordo su Bufalino e visto che siamo in tema:altri scrittori che ti senti di consigliare, magari accostati ad un album di qualche musicista?

Visto che siamo in tema mi sento di consigliare alcuni libri che ho letto durante la scrittura del disco, in particolare:Il mestiere di vivere di PaveseIl conformista di MoraviaLa fiamma e la celtica di Rao (un saggio sulla destra italiana da Salò al dopo Fiuggi)Vita di un ragazo di vita, una splendida autobiografia di Franco CittiPiazza Fontana di Pierangelo MaurizioL’età dell’oro di Edoardo NesiL’anno luce di GennaFrammenti di un discorso amoroso di BarthesSenza commozione di Sgalla Mi è difficile accostare uno scrittore a un disco. Il libro resta una forma di espressione così esclusiva e densa da impedirmi qualsiasi associazione. Faccio un’eccezione per il primo disco degli Altro, Candore, che mi ha sempre ricordato la purezza dei romanzi pasoliniani di borgata, come Ragazzi di vita o Una vita violenta.

6) “Purezza” , cosa intendi per purezza, ed in che modo, oggi, la musica può essere ancora un’espressione pura d’arte?

E’ difficile dire cosa è puro e cosa non lo è. C’era purezza nei calci di punizione di Platini o nelle tele di Rossetti ma erano loro dei puri ? Probabilmente no.Per me la sintesi della purezza in musica, senza andare lontano, è ‘Cerchi nell’acqua’ di Paolo. Molta purezza è nello lo sguardo di Jeff Tweedy, nella voce di Thom Yorke, o nel primo disco degli Altro. La musica non può fare a meno di esprimere la purezza, non dell’arte ma del mondo, e spesso ci riesce.

7) ultima domanda: la musica che hai in macchina adesso? la cassetta/il vinile/il cd che più hai consumato?

Non guido! Però è presto detto In rainbows/ Radiohead – Chimera/Ardecore – Sky Blue Sky/Wilco – La fille du regiment / G. Donizetti

sito band Amor Fou

intervista di Stefano Lorefice (www.cbh.splinder.com)

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