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Interviste

Intervista a Unni Løvlid

Unni LovlidUn’intervista lunga, in senso temporale, attraverso un intero inverno, quello del 2007. Una cantante poco conosciuta nel sud Europa, ma dal punto di vista artistico di primo livello. Esponente di quella scena scandinava che trova piena espressività partendo proprio dalla forza evocativa dei suoi luoghi. Assolutamente da tenere d’occhio.
L’intervista si è sviluppata nel periodo precedente all’uscita dell’album “Rite” (Febbraio 2008, n.d.r.), commentando l’album precedente “Vita” registrato interamente nel “Emanuel Vigeland’s Mausoleum” at Slemdal ad Oslo. (per l’evocativa storia di questo luogo rimando al sito della cantante: www.myspace.com/unnilovlid)

“Vita” ha come unico strumento la voce di Unni.

1) “Vita” è basato interamente sulla voce di Unni Løvlid, sulla sua presenza ed intensità come performer” una sorta di riassunto dell’album “Vita” (n.d.r. nota a commento dell’album sul sito ufficiale), la prima volta che ho ascoltato la tua voce ho subito pensato all’intensità ed alla presenza del suo suono, che ne pensi? Intendo dire: la voce non è solo una via per produrre suoni, è essa stessa presenza ed intensità, almeno può esserlo, quindi c’è un forte legame fra corpo(presenza) e voce (intensità/suono)…

U.L. : Quando canti, non puoi nascondere. La voce rispecchia il tuo stato mentale, la tua presenza, l’età, l’esperienza, la situazione, ciò che il tuo corpo e la tua mente hanno bisogno di dire. L’intensità che io cerco è nell’essere presenti. E’ nell’incontro fra le canzoni, me, e l’audience. Ecco dove la musica comincia.

Le canzoni che puoi ascoltare in “Vita, sono canzoni tradizionali che eseguo in modo differente ogni volta. Sono vive.
Le canzoni cambiano insieme a me.
(La maggior parte della produzione dell’album è stata registrata con un audience. E’ permesso solamente a venti persone per volta di entrare ed assistere nel mausoleo.)

2) Perciò penso sia un’esperienza forte ed impressionante il poter assistere ad un live set dei tuoi, solo ed esclusivamente voce. Perchè hai scelto un posto del genere? Resa sonoro particolare, o stato mentale? Penso entrambi…

U.L.: E’ il mio luogo preferito. La luce, i quadri, e l’acustica mi obbligano ad ascoltare e ad essere presente. Mi rendono rilassata e concentrata. Mi piace stare in quel luogo sola.
Spesso quando canto da sola, mi sembra di cantare in polifonia con me stessa. Nel mausoleo ritrovo qualcosa di simile. Canto una volta all’anno nel Mausoleo, il primo sabato di Maggio.Le pareti all’interno del mausoleo sono dipinte con 800 metri quadrati di affreschi dal nome Vita. Le canzoni scelte rappresentano il ciclo della vita.

3) Bene, dunque c’è un forte legame fra la tua arte(il canto) ed altro(per esempio la pittura), il tuo modo di cantare pare arrivare diretto dal folk norvegese, pensi che questo particolare -modo”-” venga dai luoghi o è qualcosa che si è evoluto dal particolare melting pot della cultura norvegese (quella antica e quella della nuova folk/jazz sperimentale)? Ti chiedo questo perchè nella tua voce, mi pare, si possa sentire chiaramente quel -qualcosa- che viene dal nord, fisicamente, e questo -qualcosa- è piuttosto marcato.

U.L.: Mi capita spesso di lavorare in questo che tu chiami -melting pot-, ma il mio modo di cantare è puramente tradizionale. Il tempo e le pause del cantanto sono puramente traditional.
MA per essere tradizionale, questo -tradizionale- deve essere comunque parte dell’oggi. Tradizional non è folk.
Penso che tu possa sentire il modo in cui io includo il luogo nelle mie scelte musicali. Spesso sento/percepisco come le canzoni tradizionali siano vicine alle coposizioni contemporanee, ed in genere alla musica più recente. E spesso sperimenti le linee di confine fra loro.
Se l’audience non sapesse che si tratta ti canzoni tradizionali, cosa percepirebbe all’ascolto? Come sceglierebbe di relazionarsi alla musica?
Nel Febbraio del 2008 uscirà un nuovo album, dove tutti i testi e tutte le musiche saranno composte da me. Sentirai in quel disco una nuova differenza.

4)Grande notizia, raccontami dunque di questo nuovo lavoro…

U.L.: E’ un lp dove ho scritto tutti i testi e le musiche. Uscirà in febbraio, gli arrangiamenti sono stati registrati/adattati con i musicisti. Si tratta di Hild Sofie Tafjord, Håkon Kornstad, Lene Grenager, Helge Sten, Frode Haltli, Ingar Hunskaar and Helge Nordbakken. Puoi sentire un pezzo su mio sito myspace (http://www.myspace.com/unnilovlid) , è una versione con Helge Sten, Hild Sofie Tafjord e me.
Ho lavorato a questo lp fin dal 2004. Ho cantato alcuni di questi pezzi in vari concerti, ma è la prima volta che registro un mio disco interamente inedito. L’anno prossimo sarà il mio progetto performativo principale.

Passano alcuni mesi, nel mentre Unni se ne va in Egitto per qualche concerto…dopo l’intervista riprende.
Unni Lovlid
5) Allora Unni, come è andata in Egitto? I concerti?

U.L.: Benissimo, ed ho avuto delle idee…

6) mmm, qualche anteprima? e quando sarà uscito il nuovo album ci sarà un tour promozionale? solo Norvegia?

U.L.: No, le idee sono ancora un segreto. (risate…). Ne saprai qualcosa nel 2009. L’album uscirà il 22 Frebbraio 2008. No so ancora le date del tour (ora verificabili sul sito di Unni, n.d.r.); spero di fare qualche data fuori dalla Norvegia.

passa ancora del tempo, poi l’intervista riprende è inverno pieno.

7)Unni, in questi giorni stai facendo concerti? o semplicemente stai guardando fuori dalla finestra l’affascinante norvegese? C’è una canzone che ti piacerebbe coverizzare in futuro? Cosa ascolti mentre guidi in macchina?

U.L.: Sto guardando l’inverno.
Sto lavorando in studio, ricerca ed ancora ricerca per trovare nuovo materiale.
Non ho una macchina, ma ascolto molto Tom Waits. Forse mi piacerebbe fare -Poor Edward-…

8)Chi sono i tuoi cantanti preferiti, e quale cantante ti ha spinto a volerci provare?

U.L.: I cantanti tradizionali della mia zona (Hornindal) mi hanno spinto verso la musica, e mi hanno insegnato cosa significa cantare. Le canzoni sono parte della loro vita quotidiana.
Ascolto di tutto, ma spesso mi soffermo su Cathy Berberian, Meredith Monk, Anette Peacock, Lotte Lenya, Ella Fitzgerald, Bessie Smith, Marta Sebastyen, Billie Holiday, Anne Sofie von Otter, Nina Simone, Nahawa Doumbia etc etc. I love Cyndi Lauper.
Fra i norvegesi quelli che mi hanno ispirato sono Agnes Buen Garnås, Kirsten Bråten Berg,
Sidsel Endresen and Anne-Lise Berntsen.
Ed ovviamente i miei insegnanti di canto tradizionale, delle mie parti.

sito ufficiale: www.unni.no

intervista di Stefano Lorefice (www.cbh.splinder.com)

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