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Bluvertigo+Marlene Kuntz – InFortezza Festival, Firenze 17-18 Luglio 2008

Bluvertigo
17 luglio 2008 Firenze In fortezza

Serata estiva non proprio afosa a Firenze: nessun problema, ci penseranno i Bluvertigo a riscaldare l’atmosfera, in un contesto caratterizzato dal grande e imprevisto afflusso di pubblico.
Il gruppo capitanato dall’istrionico Marco Castoldi si dimostra subito in grande forma, la fase di rodaggio dopo un periodo di lunga inattività e la recente reunion è stata brillantemente superata ed i quattro musicisti sul palco offrono il meglio del loro repertorio in scioltezza, coinvolgendo con successo la vasta platea.
Eh si, perché il dubbio fugace che la maggior parte degli astanti fossero accorsi per godere dal vivo delle bizze del Morgan più mediatico, quello di Generazione X tanto per intendersi, era balenato un po’in tutte le teste, anche se lo “zoccolo duro” dei fan non aveva il coraggio di porsi la domanda con troppa serietà.
Ebbene, ogni cattivo pensiero è stato cancellato dopo questa serata: i Bluvertigo hanno dimostrato di essere ancora affetti da quella che si definisce “febbre da palco”, che unita al forte carisma emanato da Morgan e ad un’innata capacità di coinvolgere il pubblico hanno creato i presupposti per uno spettacolo più che godibile.
Tra le interpretazioni migliori riuscite è necessario segnalare l’adrenalinica “Zero”, cantata a squarciagola da un pubblico che dimostra di conoscere a memoria anche il repertorio meno radiofonico, “Iodio”, che accende qualche scintilla di simil-pogo tra le prime file e “Sovrapensiero”, forse il pezzo più atteso e richiesto dagli accaniti fan.
I Bluvertigo dimostrano di essere musicisti muniti di grande tecnica personale, intercambiabili tra loro (Sergio si alterna con disinvoltura tra batteria e basso e anche Andy tira fuori una voce che non ti aspetti) e convincono anche quando vanno a pescare nel loro primissimo repertorio, regalando canzoni che ai più probabilmente erano sconosciute.
Lo spettacolo fila via piacevolmente e le circa due ore di concerto passano in fretta: un tale afflusso di gente era talmente inaspettato che gli stessi Bluvertigo sembrano piacevolmente stupiti e contraccambiano il favore interpretando a modo loro alcune “hit” di artisti quali David Bowie e Lou Reed e concedendo inoltre un bis sudato e molto apprezzato. C’è anche spazio per l’inchino finale, come di consuetudine sia davanti che dietro, quasi a voler ringraziare ogni singola “categoria” di pubblico presente stasera.
Da considerare inoltre che tutto ciò accade a Firenze, a circa dieci anni dall’ultima performance live, in quello che un tempo fu l’Anfiteatro delle Cascine, e qui una lacrima va spesa nel commosso rimpianto per quell’affascinante contesto, ormai ridotto a fantasma di se stesso per motivi che noi umani probabilmente non capiremo mai, dove frotte di giovani si ritrovavano e si riunivano sugli scalini attorno al palco contribuendo a creare un’atmosfera unica e fascinosa anche per gli stessi musicisti, che dal canto loro ripagavano tale accoglienza con un impegno superiore alla media.
Una bella serata, resa ancora più divertente dal grande coinvolgimento della gente: i Bluvertigo non sono stati una semplice meteora passeggera, questi signori a modo loro hanno lasciato un vuoto. Solo il futuro potrà dire se i Bluvertigo avranno voglia e stimoli necessari a colmarlo, magari con un nuovo disco pieno zeppo di inediti.

Foto Bluvertigo di Tommaso Baldovino
Web: www.tomstardust.com
Flickr: http://flickr.com/photos/tomstardust/


Marlene Kuntz
18 luglio 2008 Firenze In fortezza

Questa sera tocca ai Marlene Kuntz, gruppo di cui ultimamente non si sente molto parlare, ma che qualche anno fa è stato in grado di lasciare ai posteri canzoni e testi che hanno segnato e sconvolto una buona fetta della recente generazione.
A differenza dalla precedente serata il concerto stasera inizia in perfetto orario e c’è molto spazio per respirare e muoversi attorno al palco. Il cantante e leader del gruppo Cristiano Godano, come al solito compassato e riflessivo, appare segnato nel fisico: forse sarà l’eccessiva magrezza, sarà la lunga barba incolta che adesso gli copre gran parte del volto, saranno i lunghi capelli sciolti che in certi casi non permettono nemmeno di incrociarne lo sguardo. Il tutto viene riassunto con rude chiarezza da un buffo episodio: nel momento stesso in cui Cristiano è intento ad asciugarsi il sudore con un candido panno bianco ecco che qualcuno dalle ultime file si fa sentire gridando: “La sacra sindone!”, suscitando momenti di ilarità ed un certo imbarazzo generale.
I Marlene Kuntz non faranno più parlare di sé come nel loro periodo d’oro, ma certamente non hanno disimparato a suonare: lo dimostrano con questa esibizione live dove non sbagliano assolutamente niente, regalando emozioni e qualche picco di grande intensità.
I volumi stasera sembrano eccessivamente bassi, non si sa se per scelta degli stessi Marlene o per merito di qualche astuto regolamento comunale, e questo non aiuta certo a coinvolgere il pubblico, sia nei momenti più intimi (forse troppi), che nelle rapide sfuriate piene di feedback ed effetti a profusione.
Nonostante tutto ciò il concerto scorre via bene, regalando momenti di emozionale intensità: come non lasciarsi trasportare dalla mirabile esecuzione di “Impressioni di settembre” della P.F.M. e da “Lieve”, canzone con cui i Marlene Kuntz sembrano finalmente ritrovare la giusta simbiosi con il loro pubblico.
Gli spettatori ringraziano con calore, nonostante una scelta di fondo che va chiaramente a premiare canzoni più melodiche ed atmosfere più intime rispetto al vecchio repertorio energico e maggiormente caratteristico del sound dei Marlene Kuntz. Il gruppo ripaga l’affetto del pubblico in modo del tutto personale, offrendo alcune perle che lasciano intravedere bagliori di quella luce grezza che sapeva emanare quella che a suo tempo venne etichettata come la risposta italiana al movimento grunge di Seattle ed alcune impreviste rivisitazioni, anche in lingua italiana, di alcune “hit” dei geniali “Scarafaggi” di Liverpool, scelte che non mancano di destare qualche perplessità.
Un concerto dal fascino particolare, durante il quale i Marlene Kuntz hanno giocato a nascondersi, dando maggiore risalto al proprio lato introverso e poetico a discapito della grezza energia che molti fan si sarebbero aspettati dai loro idoli in questa calda serata estiva.
Certe scelte vanno comunque rispettate, in quanto rispecchiano appieno lo stato d’animo e la grande sensibilità di artisti che hanno scritto pagine importanti nella storia del rock italiano, proponendo un fascinoso connubio in bilico tra poesia ed elettricità, senza scendere mai a compromessi.
Comunque quello che alla fine rimane è l’impegno profuso durante il concerto e sotto questo punto di vista niente si può contestare ai Marlene Kuntz, autori di lunghi ed applauditi bis e perfino tris finali, compreso un inaspettato e devastante scroscio di feedback finale, che deve essere interpretato come un sentito ringraziamento generale.

Foto Bluvertigo di Tommaso Baldovino
Web: www.tomstardust.com
Flickr: http://flickr.com/photos/tomstardust/

Foto Marlene Kuntz di Mariarosaria Zinzi
Flickr: http://www.flickr.com/photos/_maia_/

Massimiliano Locandro

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