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Le Trois Tetons – A Pack of Lies

2008 - autoprodotto
Rock

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Tracklist

1.Disappear
2.Long Tall Mama
3.Spy
4.Useful Servants
5.Roses from the Bridge
6.Thirteen Feet under the Ground
7.RunAway
8.Surrender to the Joy
9.Cherry Red
10.Disappeared
11.Can\'t be Trusted

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A Pack of Lies è il nuovo album (autoprodotto) dei liguri Les Trois Tetons, il quarto della loro lunga carriera iniziata nel 1991, ma solo il secondo registrato in studio.

I cinque genovesi in questione sono: Zac (vocals, guitars, hard), Barbon (guitars, slide), Icarus (bass, guitars), Guido (drums), Gian (saxophone). Si tratta di una band che naviga nel rock a 360 gradi, passando da brani di forte matrice ’70 a ballate folkeggianti, sotto l’eco degli Stones e Bob Dylan. Spesso non manca quel tocco di Hammond come volerci ricordare che gli anni ’60 forse non sono mai spariti del tutto dal rock attuale.

Il disco si apre con le distorsioni di Disappear su un semplice ma accattivante giro d basso: siamo di fronte alla forma più pura e semplice di ciò che la rockband è in grado di fare.. ma è solo l’antipasto. Con Long Tall Mama si rallenta il ritmo, ma gli anni ‘70 tornano con Spy… è impossibile rimaner fermi! L’influenza Stones è notevole, soprattutto nella quinta traccia, Roses from the Bridge, e nella successiva Thirteen feet Under the Ground, caratterizzata da uno “slide” che ci porta ad atmosfere quasi country..

L’album si ascolta piacevolmente nella sua alternanza di arpeggi e motivi acustici, interrotti dal sapore crudo della chitarra distorta e da prepotenti ritorni al rock’n’roll. Nonostante non ci sia mai una banale ripetitività, vi è una sorta di filo conduttore che lega le prime otto tracce. Tutto ciò s’interrompe bruscamente quando i “nostri” ci propongono lo swing di Cherry Red. Siamo decisamente fuori dal genere fin ora ascoltato. Seppur intrigante come variante, è decisamente un notevole azzardo inserire brani del genere in una scaletta marcatamente rock-blues e, se la cosa vi abbia scosso troppo, sappiate che si tratta solo di un evento isolato.

Ah, ricordate Disappear? Bravi, è la prima traccia. Ecco, pare sia piaciuta davvero tanto alla band, tanto da proporci anche Disappeared, la sua versione acustica.

Infine, l’album si chiude con un lento, Can’t be Trusetd …. piacevole e rilassante.

Beh… siamo di fronte ad un gruppo cui l’esperienza certamente non manca, così come l’impostazione decisamente blues e la grinta necessaria a far saltare una platea. La loro natura “seventies” in ogni caso è una garanzia, un marchio di fabbrica che contraddistingue il sound e l’anima de Le Trois Tetons.

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