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OFFLAGA DISCO PAX – Viper Club, Firenze, 17 ottobre 2008

Sull’onda del crescente successo del loro ultimo lavoro e nel  pieno del loro estenuante tour, il progetto  Offlaga Disco Pax sbarca a Firenze, città che contribuì a farli conoscere al grande pubblico grazie alla vittoria nella manifestazione Rock Contest di qualche anno fa ed alla successiva pubblicazione del loro primo lavoro “Socialismo Tascabile”.

Adesso, a distanza di qualche anno da quel “rivoluzionario” lavoro, i tre ragazzi di Cavriago Reggio Emilia (grazie pedante per la precisazione NdR) sono maturati, hanno acquisito maggiore sicurezza nei loro mezzi e stanno cavalcando l’onda di un crescente successo, dovuto al loro recente secondo lavoro intitolato “Bachelite”.

Che il fenomeno Offlaga sia di grande attualità in questo momento viene ampiamente dimostrato dal concerto di stasera, in cui Max Collini e soci vengono accolti come vere e proprie star all’interno di un Viper Theatre pieno zeppo di fans di ogni età.

Avendo già assistito ad altre esibizioni live del gruppo devo ammettere che, a dispetto delle precedenti esibizioni in cui, vuoi per l’eccessiva staticità di Max Collini, vuoi per la difficoltà di eseguire alla perfezione dal vivo gli intricati congegni melodici ricchi di effusioni elettroniche e di effetti acustici, avevo elaborato la malsana idea che il progetto Offlaga Disco Pax rendesse molto meglio su cd che dal vivo.

Stasera mi son dovuto ricredere, anche grazie all’ottima resa acustica del Viper Theatre: i tre ragazzi di Cavriago in questi anni hanno fatto passi da gigante e probabilmente hanno focalizzato la loro attenzione su alcuni limiti congeniti delle loro esibizioni dal vivo, infatti adesso ciò che si ascolta dal vivo è una riproduzione quanto mai fedele alle atmosfere ed alle emozioni che si possono ascoltare su supporto magnetico e che tanto hanno fatto ben parlare in giro, creando in breve tempo un fenomeno musicale di culto, per alcuni accostabile al fragore provocato dalla rottura degli schemi, ad opera dei primi CCCP.

Tutto ciò va ad avvalorare le indiscutibili qualità artistiche e carismatiche dei tre ragazzi di Cavriago, che riescono con abilità a creare il giusto tappeto sonoro su cui poter esaltare e valorizzare i  bellissimi testi, riflessivi e mai banali, di Max Collini, novello cantastorie di una realtà sociale e politica che ad oggi con dispiacere risulta “non pervenuta”, dichiaratamente schierato a favore di una visione tutta “mancina” degli accadimenti.

Quando si parla degli Offlaga Disco Pax diventa difficile parlare di musica senza affrontare gli elementi sociali e politici che ne rappresentano la vera struttura portante, nonché anima, del loro progetto musicale, ma in questa sede mi sforzerò di farlo.

Parlerò così della loro ottima esibizione live, incentrata soprattutto sulle canzoni dell’ultimo lavoro “Bachelite”, tra cui spicca la bellissima “Cioccolato IACP” resa ancora più inquietante e toccante dalla crudezza con cui Max Collini racconta, facendocela quasi toccare con mano, la rovina di una generazione che fu colta alla sprovvista dalla “moda” delle droghe pesanti, senza avere la possibilità di conoscere preventivamente quale subdola bestia si agitasse in realtà dietro quella tremenda illusione chiamata eroina. Molto apprezzate dal pubblico anche l’allegorica “Superchiome” e soprattutto alcune rivisitazioni di alcune canzoni di “Socialismo Tascabile”, tra cui hanno brillato di una luce tutta particolare la coinvolgente “Kappler”, la sempre attuale “Tatranky”, la vera e propria hit trascinante “Robespierre” e l’ironica “Cinnamon”, condita da un divertente siparietto grazie al quale abbiamo avuto l’occasione di riappropriarci di quel particolare e forte sapore di cannella, che oramai pare in via di estinzione.

Insomma, più che un bel concerto quello degli Offlaga Disco Pax è una buona occasione per assistere a qualcosa che cavalca all’impazzata al di fuori dei normali binari dettati dall’industria discografica e che ci consente di intraprendere un amaro viaggio andata e ritorno a ritroso nel tempo, non senza provare un’acuta e pungente nostalgia.

Se poi tutto ciò dovesse rappresentare anche una mirabile occasione per riflettere su come sono  nel frattempo cambiate le cose ed iniziare a rendersi conto della situazione sociale, politica ed economica in cui malauguratamente ci troviamo invischiati tutti quanti a livello globale, allora tanto meglio: ma forse è meglio continuare a volare bassi e non illudersi che si possano scalare tali mirabili vette (sarà mai possibile cambiare il modo di vedere le cose con una canzone?).

Ai cari Offlaghi bisogna fare un plauso del tutto particolare, non è facile portare avanti un progetto così difficile ed in totale controtendenza con i lugubri e freddi venti che si respirano ultimamente: se grazie a loro anche una minima scintilla di consapevolezza si dovesse per qualche motivo accendere dentro a qualche giovane testa, indipendentemente dal rispettivo credo politico, allora si tratterebbe di vera manna dal cielo, autentica linfa vitale per una nuova generazione a cui qualcuno non vuol far conoscere la storia, quella “vera”.

Massimiliano Locandro

offlagadiscopax.splinder.com

www.myspace.com/odp130

www.viperclub.eu

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