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Egomotel – So, Yeah!!

2008 - Self
rock/alternative/power pop

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Tracklist

1.Last night
2.Little funny toy
3.Back face
4.So i believe in nothing
5.Yeah, it’s all wrong
6.Looking for me
7.The Kingdom
8.Ray of life
9.Monster, ready or not
10.Superego
11.Jealous killer

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Gli Egomotel sono Stefano Ballabio (voce, chitarra) e Marco Colombo (batteria). Due ragazzi che vivono in quel di Como e che mostrano talento e capacità compositive molto maturi. So yeah!!! È il risultato evidente di queste qualità. La pulizia dei suoni e la giusta commistione di chitarra e batteria con componenti elettroniche rendono questo prodotto per nulla statico e pieno di variazioni di tema interessanti. So yeah!!! Ha le sonorità che ricordano alla lontana quelle dei The Strokes, sostenute da ritmiche molto vicine ai Q.O.T.S.A. di Era Vulgaris. Gli undici pezzi che compongono il disco non sono mai ripetitivi e vivono sull’alternanza di uno stile chitarristico pulito e distorto che non mortifica affatto l’intelaiatura vocale, il tutto impastato con un buonissimo livello di registrazione. Tutte queste cose si avvertono, e non si perdono, neanche per un secondo lungo tutto lo scorrere delle canzoni. L’arpeggio iniziale di Last night può far piombare l’ascoltatore direttamente nella Manchester di fine anni ’70 (quella dei Joy Division per intenderci), prima di affondare le unghie nel riff distorto di Little funny toy e nel ridondante beat stile marcetta della batteria, come un cuore che pulsa dopo una fuga da qualcosa. Protagonista di Back face sono le pestate della batteria, cadenzate con una lenta potenza, zittite dal cantato in falsetto prima dell’esplosione nel ritornello. Le bellissime doti vocali di Stefano si mostrano a viso aperto in So i believe in nothing, dove senza fatica il nostro, si muove da note a pieni polmoni per ricadere in un attimo nel falsetto, senza una sbavatura. Quasi sognante è la successiva  Yeah, it’s all wrong che muovendosi sulla giocosa sfida tra chitarra e voce diventa uno degli episodi più riusciti di tutto il disco. Passando attraversoLooking for me si arriva direttamente alla potente e ritmata The Kingdom che fa salire di qualche grado la fin qui delicata potenza di questo prodotto, attraverso sovraincisioni vocali melodiche che valorizzano il pregio di questi quasi 4 minuti e mezzo di respiro sonoro. E questa stessa potenza esplode quasi nel punk quando, dopo aver rilassato i sensi con Ray of life, la chitarra ruggisce le prime note di Monster, ready or not, saltellante e ritmata piece che nulla ha a che vedere con la delicatissima Superego, che vive delle note di un piano fredde e rilassanti. La perfetta chiusura del disco è accreditata a Jealous killer un momento sonoro utile per mostrare una volta di più le ottime intenzioni e la altrettanto ottima riuscita di questo gruppo che brilla di luce propria e che non scade mai nell’ovvio.

Taste: Last night, Yeah, it’s all wrong, Monster, ready or not

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