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Il blues rock dei BELLRAYS in tour in Italia

Hard-Staff booking agency

presenta

The BellRays

05/12/2008 CASTELNUOVO VAL TIDONE (PC) – MADLY PUB

06/12/2008 VENEZIA – FUCINA CONTROVENTO

07/12/2008 LA SPEZIA – LA SKALETTA

09/12/2008 BRESCIA – LIO BAR

10/12/2008 ROMA – INIT

11/12/2008 MILANO – LA CASA 139

12/12/2008 TORINO – SPAZIO 211

Coi tempi che corrono, se fosse in cantiere un remake dei “Blues Brothers” Lisa Kekaula sarebbe perfetta per la parte che fu di Aretha Franklin. Coi tempi che corrono, Lisa Kekaula non ha dietro di sé una band di soul brothers, ma dei nerd californiani che suonano punk rock. Quadratissimi, tirati e parecchio rumorosi, suonano come troppo spesso il punk rock non viene suonato: bene. Al cospetto della voce di Lisa scompaiono. Dimenticate tutte le Amy Winehouse del mondo, questa le spazza via.

The BellRays, ormai sulla scena dai primi anni ’90, sono nati in California  dall’unione tra la vocalist Lisa Kekaula (che inizialmente si esibiva come cantante jazz) e il chitarrista Bob Vennum. Solo un paio di anni prima, ed esattamente nel 1994, la formazione embrionale dei BellRays decide di dar vita a una propria etichetta discografica, la Vital Gestures, che stampa la maggior parte del materiale prodotto dal gruppo.

Esibendosi in lunghi tour che li ha portati in giro per i club di Los Angeles, fino ad approdare al prestigioso South By Southwest Festival nel 1999, i BellRays arrivano finalmente alla pubblicazione del primo album, Let It Blast.

Ispirati dalla musica degli Stooges, MC5 e di James Brown danno alle stampe, nel 2001, Grand Fury, al quale segue la ristampa del loro primo vero esordio, In The Light Of The Sun, originariamente realizzato nel 1993.

I Bellrays però non sono l’ennesimo gruppo che tenta di fare il verso a nessuno con un rock bianco più o meno tirato, loro combinano le due anime di Detroit, quella più punk e underground delle band citate e quella più black della Motown. Rock duro e soul, punk e funk potrebbero sembrare una formula azzardata che va per estremi nel tentativo di fare colpo sull’ascoltatore, invece “Have a little faith” è un disco con una sola anima, molto scura.
Merito della voce di Lisa Kekaula che con le sue interpretazioni dà alla scaletta uno spirito davvero black. E merito di un gruppo di musicisti capaci di condensare influenze e intenzioni in un unico suono, vario ma coerente. Nel maggio del 2002 nei negozi arriva Meet The BellRays, compilation rimasterizzata dei primi due dischi del gruppo.

Nel 2003 arriva Raw Collection: il loro primo Best Of che visto il grande successo avrà un seguito nel 2005: tutti i pezzi che hanno fatto la storia di questa straordinaria band raccolti in due volumi.

Ma non è finita qui, The BellRays sono più attivi che mai, nel 2004 esce “The Red, white and Black” (Alternative Tentacles) e nel 2006 “Have a Little Faith” (Cheap Lullaby Records).

www.thebellrays.com

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