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Joan as a Police Woman – Viper Club, Firenze, 26 Novembre 2008

Joan Wasser, in arte Joan as a police woman, non è certo un personaggio convenzionale: la sua recente carriera solista è solo il punto d’approdo di un percorso artistico lungo e faticoso, impreziosito da collaborazioni di grande spessore. Sono pochi gli artisti che possono vantare collaborazioni con personaggi del calibro di Lou Reed, Nick Cave, Sheryl Crow, Antony & The Johnsons, Rufus Wainwright ed anche, entrando per un attimo nei più frivoli territori del gossip, un flirt con il mai troppo rimpianto Jeff Buckley.

Questo per dire che la signorina Wasser non è certo una meteora impazzita, la sua enorme esperienza artistica e le autorevoli influenze musicali che ne hanno caratterizzato il cammino, hanno certamente condizionato il suo modo di interpretare la musica, delineando i contorni di uno stile elegante e carico di personalità.

Eccola quindi a Firenze, nella consueta cornice live del Viper Club, a promuovere il suo ultimo lavoro “Reveal”, uscito recentemente ma già in grado di destare ottime impressioni negli addetti ai lavori e non solo.

Va subito detto che Joan Wasser non manca certo di carisma e stile: lo si nota subito dall’ abbigliamento ultra-fashion che sfodera sul palco e dalla personalità con la quale ha agghindato con cura il “suo” territorio, quasi a voler comunicare al pubblico, stasera abbastanza sparuto per la verità, che questo sarà il suo personale salotto da dove poter impartire con cura alcune eleganti lezioni di stile.

E così l’ultimo lavoro “Reveal” viene sviscerato quasi interamente, accarezzando con eleganza i tasti di un piano (vera anima e punto di partenza di gran parte delle sue composizioni), su cui ben si dipanano le ondivaghe trame di basso e le frequenti incursioni di una batteria sempre presente e quasi soffocata dalla personale interpretazione vocale di Joan.

Tutte le canzoni assumono dal vivo una forma diversa, più raccolta ed intima e grazie al grande affiatamento dei musicisti sul palco, stasera avremo la fortuna di assistere ad uno show breve ma dall’elevato spessore artistico. Da segnalare su tutte la debordante emotività sprigionata dall’intima preghiera “Honor Whishes”, la cupa e sentita interpretazione dell’accoppiata “To Be Loved” e “To Be Lonely” e la magistrale lezione di coralità di “To America”, che scalda i cuori a molti dei presenti. Non sono certo da meno le frequenti incursioni nel passato, a partire da quella stupenda canzone che si intitola “The Ride” , fino ad arrivare ad una sentita e riuscita interpretazione di “Real Life”, che dona grazia ad un’esibizione non certo avara di suggestioni, sia visive che sonore.

Un concerto intimo, quasi sussurrato, che ha regalato emozioni del tutto particolari a chi ha saputo avvicinarsi nel giusto modo all’universo emotivo di una cantautrice carismatica ma allo stesso tempo fragile, che, forse in un impeto di autorevolezza, ha scelto di farsi chiamare Joan as a police woman.

Massimiliano Locandro

foto di Alessio Mariottini

www.joanasapolicewoman.com

www.myspace.com/joanasapolicewoman

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