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La Lingua Del Santo


Scheda

Titolo Originale: id
Italia: 1999
strong>Regia: Carlo Mazzacurati
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Franco Bernini, Umberto Contarello
Genere: Drammatico - Commedia
Durata: 110'
Interpreti: Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Isabella Ferrari, Ivano Marescotti.
Voto: 7

Willy; un ex rappresentante lasciato dalla moglie; e Antonio, un ex-rugbista sempre senza lavoro, sono due quarant’enni nati e cresciuti a Padova. Si conoscono di vista e quasi per caso iniziano a derubare i negozi del centro alla ricerca di che vivere. Nel bel mezzo di uno dei loro colpi si ritrovano nella Basilica di S.Antonio con “La Lingua del Santo” in mano e in fuga dalle forze dell’ordine. Da li in poi il loro unico problema diventerà intascare quanto più denaro possibile e sistemarsi per sempre.

Qualche anno prima di trovare “La giusta distanza” (id, 2007) Carlo Mazzacurati aveva narrato un’altra storia ambientata nel “suo” nord-est. Una storia fatta, anche in tal caso, di gente umile avvolta però per questa occasione nelle miserie umane. Una storia narrata per mezzo delle vicende agrodolci di due personaggi; Antonio e Willy, rispettivamente Albanese e Bentivoglio, che perso il lavoro, in un veneto carico di pregiudizi, prediligono una scelta molto strana cioè l’improvvisazione del furto.

Le narrazioni fuori campo di Bentivoglio, che narra come l’amico Antonio non sia mia riuscito a trovare una sistemazione professionale, che descrive la provincia patavina con dovizia e tristezza, come la moglie gli abbia rovinato ulteriormente la vita voltandogli le spalle nel momento del bisogno preferendogli un uomo d’affari ricco ma materialista e antipatico. Descrivono, nei primi minuti della pellicola, una situazione che nulla farebbe pensare se non a un dramma carico di livore. Al tempo stesso Mazzacurati aggiunge alle interpretazioni dei due attori  ben più di un semplice tocco di sano umorismo: I furti perpetrati  in ogni tipo di negozio e in ogni modo e maniera, il tutto in cambio di pochi spiccioli. Albanese che calcia le trasformazioni delle partite di rugby per centomila lire a “calcio”. Tutte situazioni che riescono a strappare qualche cosa di più di un semplice sorriso. Riescono in quest’impresa aggrappandosi a quel che di meno naturale c’è e cioè l’ironia applicata a un tema sempre attuale, sempre scottante: il decadimento sociale dettato dall’incastro delle situazioni. Confrontando, difatti,  le due vite di Antronio e di Willy, Mazzacurati crea uno spaccato attuale e reale, in salsa semi seria, di una parte della penisola capace di accoglierti da vincitore come di ghettizzarti al primo errore. Il tutto senza riuscire più a accettarti sul carro non necessariamente dei vincitori ma nemmeno di coloro per cui la “X” è sempre in agguato. Da vedere non solo per passare due ore circa di “spensierata riflessione” ma anche e soprattutto se siete certi che anche per voi la “X” sia sempre in agguato o quasi…..

Ciro Andreotti

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