Cinema

Wonder Boys, di Curtis Hanson

Wonder Boys, di Curtis Hanson

Scheda

Titolo Originale: Id.
Nazione: USA – 2000
Regia: Curtis Hanson
Soggetto: Tratto da un racconto di Michael Chabon
Sceneggiatura: Steve Kloves
Genere: Drammatico
Durata: 110’
Interpreti: Michael Douglas, Tobey Maguire, Frances McDormand, Robert Downey Jr., Katie Holmes.
Sito web: -
Produzione: Paramount Pictures
Distributore: Warner Bros
Nelle sale dal: Ottobre del 2000
Voto: 6.5

Il professor Grady Tripp, cinquantenne docente di scrittura creativa, dopo essere stato un giovane prodigio grazie al romanzo “La figlia dell’incendiario” si trova ad attraversare un momento di blocco dello scrittore. Oltre a questo Tripp ha altri problemi da risolvere: Una moglie che lo ha abbandonato e un’amante che aspetta un figlio da lui, oltre a un nuovo romanzo che non riesce a completare. A poter cambiare le sorti dell’uomo appare James, un allievo dei suoi corsi dotato di uno straordinario talento.

Un cast stellare, come del resto cita il titolo, al servizio di un racconto di Michael Chabon, autore quarantenne che decise di mutuare le proprie esperienze al college per dare vita a una storia di rara intensità. Steve Kloves, già autore de I Favolosi Baker ma anche della più recente saga di Harry Potter, mise la mano al racconto di Chabon e ne ricavò una sceneggiatura concitata e della quale non si capisce appieno il significato se non a opera ultimata. L’attenzione della camera si sposta spesso sulle tracce di un giovane (Pre – Spiderman Saga) Tobey Maguire. Sulle pieghe delle dissertazioni della giovane Hanna Green, interpretata dall’attuale signora Cruise: Katie Holmes, o sulle osservazioni dell’editor “Crabs” interpretato da Robert Downey Jr., forse il personaggio meglio riuscito di tutta la pellicola. Nessuno, o quasi, nota il senso di smarrimento di un Michael Douglas che nel ruolo del professor Tripp non manca di affossarsi in un baratro di devastazione personale: lasciato dalla moglie, uno scrittore che non trova più il bandolo della matassa e che non ricorda  come seppe scrivere il suo unico grande successo. Un privilegiato che sa di esserlo ma che non sa ammetterlo, un docente di ruolo che non ha mai dovuto, nel corso della vita, prendere una vera decisione ma che adesso è costretto a guardare avanti. La bravura di Hanson e kloves è non far scendere Tripp sul piano del confronto con il giovane prodigio James. Non macchiarlo dell’effetto specchio con uno scrittore giovane e talentuoso esattamente come era lui alla sua età.

A opera compiuta, come detto, tutti i tasselli si incastrano però non in maniera perfetta bensì trasversalmente. Il senso della pellicola colpisce ma è sfuggente, lascia interrogativi e un senso di irrisolto che si libra nell’aria quasi come le nuvole di “erba”  fumate lentamente e regolarmente da Grady Tripp.

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