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ARSENICO + LINEA 77 – La Gabbia Music Club, S. Giorgio In Bosco (PD), 28 Febbraio 2009

arsenico011Mi piace andare controcorrente, andare ai concerti solo per i gruppi spalla.
É una necessità eccezionale dettata dalla particolare situazione, sia ben chiaro, non un’abitudine, non una scelta indie-radical-chic del tipo, tanto per citare qualcuno, ah, sono troppo alternativo andate senza di me.
Qui alla Gabbia, mentre tutti aspettano i Linea 77, sono l’unico ad aspettare gli Arsenico.
Quando sono sul palco, mi sembra di essere l’unico a conoscere le canzoni degli Arsenico. Non che gli altri, quelli che aspettano i Linea 77, non li apprezzino. Anzi, certi brani vengono accolti con il giusto calore e i giusti scossoni da sotto il palco.
Ma ecco, mentre io li guardo quasi fossero la mia band preferita (in fin dei conti “Esistono Distanze” è di diritto tra i miei 10 dischi preferiti del 2008), gli altri li guardano con quell’indifferenza civica che sembra chiedere silenziosamente ma dolorosamente “quando ve ne andate?”.
arsenico02Forse il pensiero comune e un po’ invidioso, è che siano quel classico gruppo di sbarbatelli che ha la fortuna e l’onore di aprire il palco a un qualche gruppo degno dell’ammirazione comune, i Linea 77 dell’occasione.
Sarà l’innocente ignoranza o l’inconsapevole e fallace memoria di una generazione che ha dimenticato tutto, il pensare punk, le cose da dire, l’Italia, gli stessi Linea 77, ma nessuno sembra accorgersi del fiato degli Arsenico, 12 anni di controcultura, occupazioni, sudore, sentimento e hardcore, quello vero, di cui abbiamo il dovere di ricordare l’essenza sincera e tutta italiana.
Gli Arsenico sono forse oggi una delle realtà più credibili, una sincera reliquia del tempo che fu, di quella Torino che ha fatto scuola, dai Negazione ai Kina, e alla quale, perchè no, perfino i Linea 77, almeno agli inizi, si sono aggrappati con le unghie e con i denti.
La scena non è più la stessa, verrebbe da dire, la scena non c’è più.
Gli Arsenico, con il loro pezzo più pop, “Ti ho visto in piazza”, una cover per giunta, più che altro uno splendido arsenico03manifesto, hanno forse trovato la giusta visibilità, al passo con quei tempi che si rispecchiano atrocemente nei volti di chi aspetta i Linea 77 qui, stasera.
Che siano felici, non mi è dato sapere.
Certo è che di quei Linea 77 e della loro fugace gratitudine verso la loro Torino, sembra rimasta poca cosa, giusto qualche vestito extra-large a simboleggiare l’alternativa d’eccellenza, un romanzo così scontato da cadere nel ridicolo.
Li ho conosciuti agli inizi, li ho perfino apprezzati, li ho osservati con rispetto ai tempi di “Fantasma”, li ho poi guardati con distacco fino a cancellarli.
Ora, che ho appena visto gli Arsenico suonare davvero solo per me il nuovo disco “Esistono Distanze” e il vecchio regalo “Fratello Servo”, regalarmi brividi lungo la schiena e un po’ di sano orgoglio, affronto con orgoglio le facce felici di chi sta entrando mentre me ne vado.
Sinceramente felice e rincuorato, provo a pensare agli Arsenico come all’hardcore italiano oggi e al loro modo di farlo, dignitosamente, anche senza vomitarsi sulle scarpe.

Fabio Gallato

foto di Gloria Brusamento

www.arsenico.net




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