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Antony & The Johnsons – The Crying Light

2009 - Secretly Canadian
pop/songwriter

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Tracklist

1. Her Eyes Are Underneath the Ground
2. Epilepsy Is Dancing
3. One Dove
4. Kiss My Name
5. The Crying Light
6. Another World
7. Daylight and the Sun
8. Aeon
9. Dust and Water
10. Everglade

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Se gli angeli esistessero e avessero una voce sarebbe quella di Antony Hegarty.
Certo, la figura del povero Antony cozza un po’ con la tradizionale idea angelica.
Dichiaratamente omosessuale, un passato da drag-queen, la sua voce esula da qualsiasi connotazione sessuale, risultando forse per questo capace di trasmettere emozioni che non sbaglierei a definire non umane.

Dopo 4 anni dal precedente “I’m a bird now”, dopo 4 anni di collaborazioni e partecipazioni in ogni dove, “The Crying Light” arriva e ti spiazza magnificamente.
Via gli stratificati arrangiamenti un po’ barocchi, via l’artificialità di certi inusuali ritmi. “The Crying Light” è semplicemente la voce di Antony Hegarty, accompagnata qui da un pianoforte, qui da qualche arco, in generale da un’aura di magnifica spiritualità e di ispirazione blasfema e divina al tempo stesso.
Quando “I’m a bird now” entrava con prepotenza dentro scomode dinamiche individuali, “The Crying Light” cerca di espandersi in una dimensione più profonda, universale, alla ricerca di risposte a quelle classiche domande che non abbiamo il tempo di porgerci.

Chi siamo e quali siano i principi delle cose, della natura, di noi stessi. Antony e i suoi Johnsons (trasformatisi da pop band minimale, ad insostituibile protesi umana di una voce soprannaturale) raggiungono una maturità ed un eclettismo unici, capace di manifestarsi in un’infinita gamma di sfumature sonore, ideale parallelo della vita e della nostra esistenza.
Dieci canzoni a forgiare una sorta di concept album, dieci canzoni con cui Antony si prende il lusso e la briga di fare tutto e di tutto ciò che vuole. Dal folk atemporale della title track, alla sorprendente “Epilepsy Is Dancing”, dal clamoroso e atipico gospel su chitarra elettrica “Aeon” a “One Dove”, un abisso di perfezione e intimistica invasione di senso e di sè.
La sola “Kiss My Name”, con violini, chitarre e batteria, può forse ricondurre alle passate produzioni artistiche.
Perchè di arte si sta parlando. E per una volta non si straparla.

“The Crying Light” è un gioiello silenzioso e meditativo, una delicata opera d’arte, una piccola e temporanea via di fuga al caos di un mondo troppo grossolano e pericoloso, un inaspettato mistero in cui perdersi con l’incosciente certezza di sprofondare deliziosamente in un fascinoso vortice di armonia e naturale verità.

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