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Unmade Bed – Loom

2009 - Seahorse Recordings/Goodfellas/Fridge
pop/psychedelic

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Tracklist

1. Comet little rider
2. The gently histeric cat
3. Madmoony
4. Tales from the Marmalade man
5. Sad son
6. The glueing tender
7. Moon tongue wood
8. Rainbow girl
9. A butter cock
10. Tremelin

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Coraggiosi e un po’ fuori dal mondo. Questi in poche parole sono gli Unmade bed. Andiamo per scommesse e ognuno di voi mi dica quante volte gli è capitato di ascoltare un simile mix musicale. Un grosso ensemble di strumenti che agiscono fuori dagli schemi rimanendo ancorati al senso delle note. Scegliendo qualche definizione potremmo vederli come una medaglia dalla doppia faccia, una gran confusione senza tanto senso, o una nuova espressione della musicalità. A voi la scelta!

Gli Unmade Bed nominano tra le ispirazioni musicali Luigi Tenco, Debussy, Kraftwerk, Notwist…la verità è che ci si potrebbe sbizzarrire nel trovare accostamenti, mi viene in mente la temperatura vocale glaciale dei pezzi dei Sigur ros ad esempio, o alcuni appunti sonori alla Tom Waits. Sembrano avere mille braccia e decine di migliaia di dita a testa, Lorenzo Gambacorta ci mette la voce, la chitarra e sprazzi di clarinetto, Claudio Gattini la batteria compresa di pad elettronici, Tommaso Tombelli il basso, il pianoforte e trova il tempo anche di accreditarsi i cori, Vincenzo Zingaro chitarra, basso, tastiere, pianoforte, sintetizzatori e chi più ne ha più ne metta. Una festa musicale con pochi precedenti.

Il risultato è un “qualcosa”, però nella realtà il prodotto è difficilmente giudicabile. Più che un disco che racconta musica, questo sembra un libro di favole, un mix di fantasticherie da bosco incantato. Uno dei punti centrali è la scelta dell’impostazione vocale. L’unica certezza è che si tratta di una scelta voluta, proprio come una storiella raccontata all’imbrunire, la voce non segue quasi mai alcuna linea melodica pratica, si inerp ica in acuti quasi incontrollabili per poi scendere giù al livello di un sussurro. Il che scombina ancora di più le strutture dei pezzi, praticamente lo stesso copione si ripete a formula invariata dalla prima all’ultima delle 10 canzoni che compongono il disco.

Non vorrei sembrare semplicistico, nel voler recensire questo album, dopotutto non stiamo parlando di facilonerie fatte con chitarra, basso e batteria, ma al terzo ascolto consecutivo di tutto l’album io sono ancora qui con quest’incognita tra le mani dal sapore indefinibile. A qualcuno potrebbe anche fare piacere!

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