Menu

Interviste

Intervista ai FRATELLI CALAFURIA

Sabato 21 Marzo

Piccole Iene – Romagnano Sesia (NO)

Intervista ad una band che questa sera sul palco delle Piccole Iene, nonostante avesse ancora la cena sullo stomaco, ha fatto sobbalzare l’ex cinema di Romagnano Sesia ed ha dato un benvenuto carico di fucking great hardcore a questa primavera 2009.

Ladies and Gentlemen: i Fratelli Calafuria

Di Federica Folino G.Sonia Colombo

Foto di Sonia Colombo

calafuria1Cosa state facendo? Sul sito non ci sono news. Abbiamo sentito che siete entrati in studio a dicembre per registrare nuovi pezzi…
Andrea
: si esatto, (inizia a giocare con il registratore) in realtà da dicembre abbiamo iniziato a lavorare sui pezzi nuovi nella stessa struttura dove proviamo (Massive Arts) e nel quale abbiamo registrato il primo album e dove registreremo anche il prossimo.
Stiamo cercando di affrontare percorsi nuovi inserire cose diverse dal classico trio, rimaniamo sempre in tre, ma stiamo approcciando alla materia in maniera diversa, stiamo sperimentando un pochettino.
Pian pianino stanno venendo fuori i brani nuovi, a volte li suoniamo anche live quando abbiamo a disposizione più della mezz’oretta di questa sera, con il boccone che scendeva ancora…
Stiamo iniziando a suonare dal vivo anche in maniera molto meno schematica mettendo dentro i pezzi nuovi.

Mettiamo il caso vi troviate con un budget illimitato per il prossimo album, che produttore scegliereste?
Andrea
: Cazzo produttore è difficile… ma io direi o Steve albini, però Steve albini è scontato… io direi Cecchetto a questo punto, con le sue produzioni delle quali ricordiamo i primi due album di Jovanotti che sono nella nostra playlist fissa e poi vorrei segnalare l’ottima operazione dj Francesco … stavo per comprare a tre euro e cinquanta l’altro giorno il cd usato di dj Francesco, che è doppio cd cioè il cd normale e poi c’è l’altro stesso cd però karaoke, non l’ho preso alla fine perché c’era quello e c’era Gigi D’Alessio e alla fine ho preso Gigi…

Fate parte della stessa crew dei Ministri, vorreste anche voi fare il colpaccio con una major?
Andrea
: (sempre più intrippato dal registratore…) ci fa strano e molta simpatia per la strada che stanno intraprendendo per il sound e una serie di cose, evidentemente sono più proponibili per un mercato, sono meno strambi ed edulcorati nonostante anche loro siano pesanti nel loro porsi in maniera contraddittoria… noi ai ragazzi gli vogliamo bene, abbiamo passato parecchi momenti simpatici per arrivare al punto di dire: fa ridere il fatto che siamo entrambi di Milano ma loro faranno delle cose che non potremmo fare e noi faremo altre cose che loro non potranno fare visto le scelte di rimanere “indipendenti”.
calafuria2Che poi oggi tutto quello che non è major è indipendente, noi abbiamo una struttura dietro e una serie di agevolazioni che molti gruppi veramente indipendenti, che suonano nelle cantine e che non hanno il dané per andare a registrare, non hanno ma comunque è sempre diverso che firmare con una major. Firmare con una major è una presa di posizione più che altro, perché a parere mio è la nave che affonda quindi è rischioso, puoi divertirti tantissimo subito, hai il budget per fare un sacco di robe che altrimenti non potresti fare, però c’è il rischio di finire come un sacco di altre band che si fanno mettere la lente a contatto la pittata sul l’unghia e poi dopo sei mesi non se li cagano più e si sciolgono, purtroppo la dinamica di una band è molto delicata ci sono rapporti di amicizia e di fare le cose insieme di tempo da dedicare…
Tato
: una cosa di cui abbiamo paura delle major è che un po’ impongono le cose che devi fare e a noi piace molto la nostra libertà, anche artistica, noi preferiamo rimanere in questo ambiente che ci permette di rimanere molto più liberi nelle scelte che facciamo.
Il budget esiste anche nel mondo indipendente, c’è tanta gente che ci lavora e c’è movimento, si possono registrare dischi, fare i video, fare tour, esiste comunque un movimento economico anche nelle indipendenti, più libero però, dove si sperimenta per poter produrre di più.
Andrea
: basta guardare esempi eclatanti come Wallace Records che ha i soldi da investire nelle proprie band magari tanto quanto una major … poi in realtà i mecenati illuminati che ti danno i soldi per fare l’arte è difficile trovarli o non sappiamo della loro esistenza però… mi sono perso …

calafuria3Riuscite a vivere di musica?
Tato
: ma… diciamo che è un bello arrotondare  ecco, a pagare l’affitto completamente si fa fatica però ci paghi le bollette, fondamentalmente non abbiamo ancora la possibilità di essere professionisti ma sotto un certo punto di vista lo è perché quello che fai in tutto il resto della tua vita è in funzione dei Fratelli Calafuria, tutto il resto è per poter gestire i Fratelli Calafuria.
Andrea
: siamo in un limbo nel quale… si, che poi farlo per professione vivere di musica, cioè io posso vivere senza mangiare ma posso vivere di musica … scusami se astraggo però nel senso al di là della propria passione indubbiamente è sempre un investimento, tu investi tempo in quello che fai anche se sul momento fai fatica a pagar la bolletta , fai come me che scrocco la connessione al vicino, che ci terrei tu salutassi nell’intervista, non so chi sia o non lo dico perché poi stacca il coso… però lo sto facendo in tutte le interviste di salutare il vicino prima o poi mi beccherà…gli stimoli per mettere benzina nella tua musica possono essere mille cose, magari il musicista a tempo pieno non guadagna una lira perché non si guadagna una lira e poi alla fine non hai i soldi per mantenere alto lo spirito di quello che stai facendo, vivi male e suoni male e di conseguenza tutto il resto..quindi il musicista che ha un lavoro altro che alla musica ha comunque una sua dignità.
Tanti identificano il passaggio dal musicista che lo fa e poi lavora al passo successivo che è il musicista che vive con la propria musica, in realtà sono scelte, perché magari il musicista che lavora con la propria musica ha un budget ma fa delle cose che non sono quelle che vorrebbe fare, mentre invece uno che magari ha anche un lavoretto sfoga il discorso di frustrazione lavorativa nel lavoretto, nella musica fa esattamente quello che vuole fare e magari non avrà indietro la stessa monetizzazione di un altro che lo fa per mestiere…

calafuria4Cosa ascoltano i Fratelli Calafuria?
Tato
: panorama italiano?ma… in Italia ce n’è di roba buona secondo me
Mah… in questo periodo musicale? Quelli che mi piacciono di più in questo giro che si sta formando in questi anni, in questi 2008/2009 sono il Teatro degli Orrori, gli Zu… è difficile perché in realtà io ho un ascolto talmente esterofilo che l’italiano deve avere qualcosa di veramente particolare perché mi colpisca, quindi sono più propenso ad ascoltare la musica italiana tipo Paolo Conte, De André, Marlene Kuntz, cioè ascolto di più musica italiana di un certo periodo che penso sia la reale forma italiana quindi quella nuova non dico che non mi piace, ma riscontro delle cose che magari già sento mie perché le suono e quindi non riesco ad esserne colpito appieno.
Andrea
: nel panorama italiano si muove sempre un sacco di roba che non emerge mai a livelli pazzeschi, gli Zu ad esempio, i nostri amici Ministri, Le Luci della Centrare Elettrica per cui magari non sono esattamente roba nelle nostre corde ma sicuramente spezziamo una lancia, capita di condividere i palchi e si instaura un rapporto diverso che non è quello dell’ascoltatore, cioè siamo un po’ deformati perché conosci le band in una maniera diversa…
Comunque ascoltiamo tantissima roba pacchiana tipo J -Ax, Anna Tatangelo e vabbè il nostro Gigione nazionale, Pino Daniele … i Dari … parliamo dei Dari seriamente sarà l’invidia della frangetta …, parliamo di questa cosa:  il vero movimento punk all’italiana è Cattaneo, Rettore e Jovanotti poi il primo Mingardi, Ruggeri…quelle sono le robe serie, lì si che c’era un’ etica e un’ estetica.

Wilde ha scritto a proposito di ozio/svacco: “dedicarsi con grande serietà allo studio dell’aristocratica arte di non fare niente”. Voi cantate appunto questa “nobile arte”. Secondo voi il fancazzismo può tediare tanto quanto il lavoro?
Tato
: è diverso non è proprio non fare niente, il non fare niente è fare quello che vuoi tu, la decisione di quello che fai è una scelta veramente tua e non è filtrata da nessun altro, quello è il non fare niente è il non fare quello che ti viene detto di fare.
Andrea
: mi sento coinvolto, il discorso della nobile arte è una roba nata in una maniera un po’ provocatoria… che poi provocare cosa… provocare chi…, nel senso la nostra esasperazione del vai a fare un colloquio di lavoro, interagisci con persone, che non hanno cognizione di cosa vuol dire fare musica, gli chiedi cosa fai nella vita “io cambio i toner delle stampanti e tu?” Rispondi “faccio il musicista” e ti guardano come se fossi allelalelel (verso incomprensibile n.d.a.) “cioè si ma tu veramente che cos’è che fai?”
Non riesco mai ad arrivare al punto in maniera precisa, riassumendo è bello non fare niente e bello fare delle cose che sembrano fare perdere tempo, sono nobili non è una roba concreta però è un’arte nobile.
Tato
: in psicologia si dice che se non riesci a stare fermo a guardare una parete per 4 ore sei schizofrenico.

Ci spiegate perchè come mai parte di “Tiepido” è scritta in francese e come mai il francese?
Tato
: perché Andrea Volontè ovviamente, è francese…
Andrea
: il cognome tradisce …
Tato
: perché siccome Andrea è pazzo, mentre stavamo scrivendo la canzone ad un certo punto l’ha fatta in francese e quindi minchia paura sta benissimo e quindi l’abbiamo lasciata.
Per noi le sonorità sono importanti, può essere anche arabo.

calafuria5Pare che la gente che vi ascolta percepisca un “non sense” delle canzoni..non vi disturba il pensiero che non tutti riescano a cogliere la finezza con cui trattate certe tematiche abbastanza importanti?
Tato
: la simpatia che si percepisce è perché Volonté è pazzo appunto, però in realtà non penso siano così ironici in realtà sono molto introspettivi e abbastanza profondi è uno stato d’animo sofferente è un po’ come il comico che quando va a casa è un po’ depresso…
Andrea
: come il clown triste…magari non tutti ci arrivano ma è solo dovuto al doversi concentrare un attimo, nel senso è come mettersi davanti ad un quadro e decidere se volere capire quello che stai guardando oppure guardare solo dei colori alla fine. Se uno ti scrive esattamente uno stato d’animo allora lo capisci perché lo hai letto, invece puoi disegnarlo con le parole e fermandoti un attimo arrivi a capirlo ugualmente.
Alla fine è farla un po’ più complicata del previsto per far sì che uno debba prestarci un po’ più d’attenzione.
Poi ogni tanto troviamo le facce basite sotto il palco, “boh non capisco cosa sta dicendo”, non capisce e poi dopo con l’interesse, con la gente che ascolta il disco, gli si sblocca quel meccanismo lì e hai un sacco di gente che capisce molte più cose e addirittura pensa di capire cose pazzesche… ognuno ha la sua interpretazione e per noi è tutto più divertente.
Stiamo facendo molte date e questo ci fa molto piacere e notiamo che alcuni quando vengono parlano con i testi dei pezzi, tipo ti salutano “oh bello ho un amico di plastica”  oppure quando facciamo “uachi la merendina” c’è della gente che viene e ci lancia le merendine. Vuol dire che abbiam fatto una pubblicità “uachi la merendina” che funzionerebbe per la Mulino bianco
Infatti, diciamo nell’intervista: cerchiamo giovane azienda bella presenza che produca dolci…

calafuria6Molti gruppi cantano in inglese. Cosa ne pensate?
Andrea
: secondo me molti gruppi cantano in inglese anche perché bella li, è più facile perché scrivi il testo e lo butti li com’è… poi dipende c’è chi lo fa in maniera seria, tanti gruppi nelle scena hardcore mica hardcore si sparano i tour europei etc, però secondo me è una paraculata, è più facile e tanti gruppi che cantano in inglese non riescono né ad arrivare in Italia ne arrivare all’estero… è un po’ una pecca, ma abbastanza comune. Ascoltiamo soprattutto musica che viene dall’estero quindi spesso è un deterrente…comunque, io dico viva il cantare in italiano ! viva questo paese che con tutte le sue contraddizioni e tutto quanto comunque mantiene una verve comunicativa ed entusiasmo che tanti altri paesi non hanno.

Com’è la sensazione di vedere un vostro video trasmesso da Mtv?
Tato
: bella, strana, piacevole.
Andrea
: fa ridere, è emozionante.
Tato
: era ora che cazzo !
Andrea
: che poi è vero la stessa roba uguale identica, vista su Mtv con il logghino di fianco, un po’ anche se sai che quelle robe ti fanno schifo, però non ce la fai … sembra una roba più figa delle altre.
Tato
: più figa di prima senza il logghino, e poi fa ridere anche perché appena passi ti arrivano i messaggi.

Andrea, appari un personaggio molto particolare, vuoi perchè ti muovi in maniera tutta tua, vuoi per il falsetto. Viene da chiederti…ci sei o ci fai?
Andrea: mah…no bè dai… non vale… ci sono ma il fatto di esserci vuol dire che ci faccio… Perché il mio essere è anche farci in generale, mi piace il cazzeggio, divertirmi e non prendere le cose sul serio, per riuscire ad essere devi anche un po’ farci.

Smentiamo o confermiamo un mito: chi suona cucca di più?
Tato e Paco
: si comunque si, è un po’ più facile…
Andrea
: io confermo… si, si cucca molto di più ma quando torno a casa questa sera ci sarà una testa di cavallo sullo zerbino …(scherzo).

Intervista a cura di Federica Folino G. e Sonia Colombo

Foto di Sonia Colombo

www.myspace.com/fratellicalafuria

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati

Close