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Speciale MINISTRI: Bologna e Chiasso, 13 e 14 Marzo 2009

MINISTRI live @ IL COVO – Bologna (13/03/2009) di Emanuele Brizzante

ministri1Il trio più in vista del momento, composto da Davide Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito, sale sul palco passando per il pubblico con un’ora di ritardo. Con loro un quarto, tastierista e chitarrista. Le divise ci sono, la strumentazione molto spartana anche e la gente è carica e in attesa. 100 persone circa a vedere questi ragazzi di Milano che stanno veramente facendosi notare per la potenza della loro musica e la sfrontatezza nel comportamento e nei testi.
Il concerto parte di botto al Covo di Bologna, locale piccolo ma con un’atmosfera molto intima e per questo probabilmente adatto a concerti di questo calibro, con Diritto al Tetto, il loro pezzo più conosciuto a giudicare dal pubblico che in ogni caso non ha conservato fiato cantando tutti i pezzi che sono venuti dopo, in particolar modo i pezzi più orecchiabili. Grande spazio in scaletta per l’ultimo cd che è stato eseguito praticamente tutto, passando per il singolo Tempi Bui, melodico e per questo capace di suscitare una performance corale dei fans, l’ironica La Faccia di Briatore, la direttissima Bevo e le più intimistiche Il Futuro E’ Una Trappola e Il Bel Canto. A fare da fattore sorpresa sono proprio i riarrangiamenti di alcuni pezzi, quasi tutti più potenti, e i brani più lenti, che danno qualche minuto per riprendere fiato sia al gruppo che al pubblico.
fede3Parlando della performance in sé, i 3 sul palco ci sanno stare, in particolare il chitarrista Federico che non sta fermo un secondo e provvede ad innaffiare le prime file di sudore dove alcune ragazzine dimostrano la loro felicità per la doccia. I riff sono potenti, il tono del concerto non cede mai e i tre eseguono una quindicina di pezzi, tra cui una rivisitazione di War Pigs dei Black Sabbath e alcune canzoni tratte dal primo CD come La Mia Giornata che Tace e la conclusiva Abituarsi Alla Fine, senza risparmiare un solo secondo la folla piuttosto coinvolta. Unico difetto della scaletta è la poca varietà tra i pezzi, che per un estraneo al gruppo potrebbero sembrare spesso simili tra loro, soprattutto quelli del primo disco (es. Non Mi Conviene puntare in Alto e I Nostri Uomini Ti Vedono). L’esecuzione tecnica è più che discreta, qualche errore di batteria e di voce sono comunque risollevati dalla presenza scenica sicuramente sopra la media e dal clima cameratesco che si crea da subito con Federico e Davide bravi comunicatori, che lanciano qualche frecciata al pubblico, come i commenti non di certo rosei sul neopresidente PD Franceschini e su Briatore. Degna di nota anche la performance meno evidente del quarto Ministro, che ha contribuito con tastiera e chitarra a riempire alcune canzoni, soprattutto quelle dell’ultimo CD che anche su disco effettivamente beneficiano di qualche strumento extra.

Alla fine, un ottimo spettacolo messo in scena da 3 ragazzi giovani, vivaci, genuini e a loro modo originali, che faranno di certo discutere prossimamente con le loro performance particolarmente effervescenti e il loro atteggiamento vanitoso ma grintoso e sfacciato. Nonostante le capacità tecniche ancora da affinare, per loro si prospetta un futuro ricco di sorprese e, con molta probabilità, di successi. Consigliati.

a cura di Emanuele Brizzante

Foto di Michela De Stefani (http://makpunk.deviantart.com)


MINISTRI Live @ Murrayfield Pub (Chiasso) – 14/03/2009 di Sonia Colombo

ministriiiiVeniamo accolte in quel di Chiasso dagli accordi di chitarra di Diritto al tetto, ci affrettiamo così ad entrare nel Murrayfield Pub dove questa sera i signori Ministri dovranno convincere il pubblico svizzero.
Il locale è pieno, del resto non ci vuole molto ad essere riempito considerate le ridotte dimensioni.

In poco tempo siamo sotto il palco, l’atmosfera non è ancora calda nonostante la maggior parte della gente canti tutte le canzoni.
Il palco è piccolo e regala un senso d’intimità tra chi vi è sopra e chi sta sotto, che praticamente si trova a mezzo metro dai musicisti.
La formazione è quella essenziale di sempre: Divi alla voce e basso, Fede alla chitarra e ai cori e sir Mighelino alla batteria, ma questa sera i Ministri sono generosi e hanno portato con loro anche
F Punto, che li segue ormai in gran parte delle date del tour e li accompagna alle tastiere ed ai cori.
Come al solito si presentano con panza e mutande di fuori sotto alla giubba napoleonica che ormai li caratterizza, ed è scontato aggiungere che vige la regola del rutto libero: i Ministri sono grezzi e ci piace!
Il repertorio è vasto, si parte con le canzoni dell’ultimo album sfornato: Tempi Bui e con Bevo il pubblico, neanche più tanto giovane, incomincia a sgranchirsi le gambe; se qualcuno inizialmente poteva essere perplesso riguardo al trio milanese probabilmente dopo tre pezzi “spaccaculo” avrà capito che i fanciulli non scherzano affatto, anzi.
Si alternano pezzi nuovi, che convincono, e pezzi attesi come La piazza che accontenta sempre tutti e solitamente esplode in un coro generale della gente che la canta come se fosse allo stadio, anche in questo caso è stato così, anche se non sembrava proprio di essere a San Siro bensì allo Stadio Comunale di Chiasso, gli svizzeri sono un po’ timidini.
ministri2Il concerto procede a suon di battute, Divi è il giullare del gruppo e riesce sempre a strappare una risata.
E’ la volta de Il bel canto e della scoperta acustica dei tre napoleoni: voce e chitarra accompagnate da un’interpretazione ed una mimica eccezionale di Divi che pare non stia solo cantando ma anche recitando, ed è da sottolineare il testo molto attuale della canzone, ma io la definirei poesia, che recita “hanno dovuto bendarmi perché vedessi un po’ meglio, hanno dovuto drogarmi per farmi rimaner sveglio…hanno dovuto sudare per prendermi le misure, ora mi vestono loro ed io posso tornare a cucire”.
In realtà ogni canzone ministrica prende spunto dalla società in cui viviamo oggi e forse è proprio per questo che ottengono un riscontro così positivo: loro non ti cantano le canzonette con “sole, cuore, amore”, loro ti sbattono davanti la realtà nuda e cruda senza indorare la pillola.
Te lo dicono con i loro testi mai scontati, con il loro sound prepotente e con il loro sudore che il mondo fa schifo.
Continuano ad accrescere la carica con pezzi molto movimentati come La casa brucia in cui Fede da il meglio di sé dimenandosi all’ennesima potenza ed ancora mi domando come si possa suonare la chitarra così egregiamente rischiando ogni tre secondi di picchiare la testa da qualche parte!
C’è posto anche per una cover prima del gran finale, viene dedicata War pigs dei Black Sabbath ai metallari presenti e devo dire che è stata apprezzata particolarmente, che fossero tutti amanti del metallo?
ministri21Non ho fatto in tempo a scoprirlo perché i Ministri dopo 1 ora e mezza di concerto ci hanno salutati con la miglior canzone che potesse chiudere il loro concerto Abituarsi alla fine in cui Divi ha svegliato decisamente il pubblico volandoci in mezzo per cantarla insieme a tutti e allora un accenno di reazione fortunatamente c’è stato.
L’impressione generale è di compiacimento e ammirazione, si percepisce che gran parte degli avventori del locale è venuta perché conosceva già il gruppo e le sue canzoni a parte qualcuno che mi ha detto letteralmente di “non ascoltare questi fighetti perché noi suoniamo meglio” e mi sarebbe piaciuto tanto sentire cos’avevano da offrirmi questi ragazzotti elvetici ma, oltre a dovermi abituare alla fine del concerto mi sono dovuta abituare ben presto anche alla fine della serata perché la chiusura del pub era prevista per l’1.00 a.m.
Bhe, come si dice in questi casi, le cose belle durano poco, no?

a cura di Sonia Colombo

Foto di Sonia Colombo

www.myspace.com/ministri

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