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Effetto Notte – Concerto acustico a Cumiana (TO), 21 marzo 2009

effettonotte1Quando le emozioni viaggiano tra spiritualità e fiamme, quando le anime si disperdono urlanti nei gironi più infernali, in bilico tra vivi ed anime, c’è una musica che risuona da lontano.

Una cornice magica ed unica, la Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano del ‘700, un pubblico incantato di fronte ad uno spettacolo nuovo che racchiude l’antico calice della conoscenza, la lunga strada verso la luce.

L’amor svelato e l’odio combattuto, il Poeta che cerca il senso delle cose.

Questo è il viaggio messo in scena dagli Effetto Notte, in una versione acustica intensa, delicata e coinvolgente.

Un lavoro lungo e curato per mettere in scena sonorità soffici e vellutate, in equilibrio con i versi di un capolavoro della letteratura: La Divina Commedia di Dante.

E’ l’inferno a prendere forma sin dall’entrata nella “Selva Oscura” e sono i versi recitati dell’attore Filippo Losito ad aprire un varco tra selva ed incubi per lasciar spazio alla musica.

Le tre voci di Fabrizio Tonus, Ilaria Barison e Andrea Pioli si alternano sul palco, allestito d’innanzi all’altare, fondendosi con le chitarre acustiche di Giorgio Angotti e le tastiere di Mattia Bozzola, condotte come fosse la mano di Virgilio dal ritmo sapiente di Federico Silva alle percussioni.

effettonotte3Si va nella città dolente, in un’atmosfera ovattata e densa di sensazioni, di ricchi silenzi e parole, pronti a far prendere vita alla notte e al regno delle arpie, raccontando il dolore e il supplizio delle anime punite nei gironi dell’Inferno.

I musicisti indossano maschere per unire teatro e musica in un percorso che dell’emozione si nutre e degli applausi si incanta.

Dal trasporto di “Caronte” si va verso la Città di Dite e nel viaggio si incontra uno dei momenti più toccanti dello spettacolo, la storia di “Paolo e Francesca”.

Qui la melodia e la chitarra di Andrea Pioli sono riflettore sulle dolenti note nel sussurrato incedere di Fabrizio Tonus e della voce angelica di Ilaria Barison.

Anche gli abiti dei musicisti sono una componente essenziale dello spettacolo, di scuro vestiti gli uomini e di bianco la “Beatrice”, la cui luce emerge poderosa sul palco.

Dopo una breve pausa si entra nel vivo dell’Inferno e l’Opera sfiora il girone dei Violenti sino al ghiaccio luciferino in un fermarsi e ripartire di musica, versi e sensazioni.

Suoni e stili diventano man mano richiamo di storie epiche e immagini dantesche, la struttura musicale varia per meglio rappresentare il viaggio.

effettonotte2Accostamento eccellente l’aver messo in scena l’Inferno in una chiesa ricca di storia e passione, perché se la Divina Commedia è la ricerca dell’anima più pura, questo spettacolo è un impeto che rende vive le vibranti attese e i segreti di una commedia che nei secoli si è radicata nel costume e nell’arte dei musicisti più giovani e nuovi.

Proprio con la musica, gli Effetto Notte potranno giungere, non tramite le pagine dei libri di scuola, ma attraverso la musica, al cuore dei ragazzi. Questa versione acustica di ciò che è “Inferno Opera in Musica” in origine, è un soffice abbandono e un piccolo sogno tramutato in realtà, frutto di anni di lavoro e di impegno quotidiano.

Così è proprio nel finale che un po’ di commozione emerge, quando l’attore, la cui interpretazione è un’ottima compagna per i pezzi del gruppo, recita la frase che lascia riecheggiare emozioni e lascia riveder la luce al pubblico, numeroso e concentrato nel carpire ogni sfumatura di ciò che tra palco e pulpito, dove l’attore si è esibito per la gran parte dello spettacolo, viene descritto e proposto.

A chiudere questo frammento di Inferno, non v’è altro che incanto nel recitar “e uscimmo a riveder le stelle”.

a cura di Daniele Mosca e Viola

in collaborazione con Grigio Torino

Foto di Nicoletta A. e Marok

Scaletta:

  1. Prologo
  2. La Selva Oscura
  3. Il Portale
  4. Caronte
  5. Paolo e Francesca
  6. La città di Dite
  7. Intervallo
  8. Violenti
  9. Ulisse
  10. Finale

www.myspace.com/enotte


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