Menu

Recensioni

Hot Gossip – You Look Faster When You Are Young

2009 - Ghost Records
pop/indie/electro

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Everybody else
2. And again
3. At night
4. Fast in the rain
5. Call the rangers
6. You better know
7. You name it
8. What we are
9. Little secrets
10. Cops with telephones
11. Days of the week
12. Father

Web

Sito Ufficiale
Facebook

La verità è che fino a che non ho letto in giro, nella rete, che si trattava di un terzetto milanese li avevo etichettati come l’ennesimo dramma indie inglese o americano che voleva quel fatidico quarto d’ora di notorietà concesso ormai da quasi un decennio a tutti quei gruppuscoli nati dal ricircolo ciclico della musica sull’onda della nostalgia. Gli Hot Gossip sono Giulio Calvino (voce, chitarra), Sergio Maggioni (basso), Giacomo Zatti (batteria) e a dirla tutta, a loro sta un po’ stretta la generalizzazione “indie”. Sia per la composizione del gruppo, classica per tutti quelli che si accostano al garage, sia per la tendenza a sviluppare sonorità adattabili al punk (ascoltare What we are per credere, nonostante l’iniziale mutismo della sezione ritmica). Forse l’elemento che più di ogni altro li accomuna con l’esplosione indie è la tonalità vocale che è la copia di una qualche copia di un qualche gruppo indie, del quale non mi sovviene il nome. Il tocco fuori dal coro non può mancare, dopotutto abbiamo salutato gli anni ’70 da più di trent’anni, e il basso che si distorce quasi fino a spezzare l’aria che sposta, fornisce ossigeno puro ad un movimento in declino da più di qualche anno. Non è interessante di per sé la composizione del disco o la mescolanza delle sonorità, ma quel tocco un po’ particolare che rende questo gruppo appetibile alle grandi masse internazionali. Sapersi sdoganare verso ampie fette di pubblico è per lo più ritenuta un’offesa per chi pretende di fare musica di un certo livello. Dovrebbe invece essere un premio e un riconoscimento alle capacità e al talento che si mostra di avere. Oggi la “commercialità” è tenuta lontana come fosse il peggiore dei virus, come se, chi ne fosse affetto, avesse perso ogni forma di rispetto verso il proprio essere, buttandosi nel vortice nero dei compromessi con il mercato. Fa effetto sentire le persone ragionare in questo modo. La buona scelta dei tempi e della ritmica fa si che un po’ tutto l’album presenti uno stile compatto e allegro. Ne è da esempio la fulminea You name it, o la visione scoordinata di Days of the week, affiancate alle funzionali Cops with telephones e Fast in the rain. Le tracce, 12 in tutto, sono tutte molto godibili, senza troppe pretese e ben amalgamate. Un buon disco per un buon gruppo.

Taste: What we are, You name it, Days of the week

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close