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Devotion – Sweet Party

- Bagana Records
nu-metal

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Tracklist

1. Calendula
2. Teen diary
3. Paper boy
4. Dancin’ on my Asian fantasy
5. Last coffee motel
6. Bubbles
7. Paint(t)
8. Palpebra
9. Manga football
10. Peignoir vert

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Forse ne è rimasta qualche traccia, o sono io che, in un impeto fulmineo che mi squarcia la mente, mi illudo che sia ancora così. Ricordo ancora un concerto dei Korn in quel di Civitavecchia, una cosa solamente immaginabile alle mie latitudini, e ricordo, per giunta! Era gratis! I maestri, padri fondatori, deus ex-machina del nu-metal che suonano a due passi da casa mia. Che giornata! Che momenti! L’assurdo viaggio in treno, gli occhi che mi brillavano e rivolgendosi alla mente, che nel mentre si rivolgeva a me stesso, mi dicevano: “stai per vedere i tuoi idoli!” si! Rispondevo io. Si! È così! Parte Got the life, ecco, dopo di questa partirà Make me bad! È il turno di Falling away from me, sono sicuro, dopo faranno Make me bad. Did my time, Shoots and ladders, Freak on a leash, Ya’ll want a single, saluti finali…e Make me bad?? Il sacrilegio era compiuto, lo smacco più terribile, l’umiliante sensazione di vuoto, di freddo, di vacuità. Come se non avessi assistito proprio ad un bel niente! Da quel giorno il nu-metal è diventato il mio nemico, il virus pestilenziale da abbattere per salvare una grossa fetta dell’umanità, architettavo piani, facevo progetti, testavo armi di distruzione di massa per far si che si estinguesse quest’infausto genere, e proprio quando ero pronto a spingere il dito sul grilletto mi resi conto che, senza colpo ferire, il nu-metal si era estinto da solo, involvendosi e rannicchiandosi su se stesso fino a scomparire. I Devotion prendono quello che resta del nu-metal e ne fanno un disco che ne rinverdisca i fasti. Ma forse anche per loro è una sfida ormai persa, un tributo a quello che era e che difficilmente sarà a ncora. Tutto concentrato in 10 canzoni che a dire la verità hanno poco a che vedere con le sonorità più cupe e moribonde dei Korn, ma si accostano molto di più a qualche lavoro, soprattutto tra i primi, dei Deftones, non per niente in questo disco c’è anche la mano di Shaun Lopez, noto ai fans del gruppo d’oltreoceano. Una buona prova, non c’è che dire, delicatamente aperta dall’arpeggio di Calendula e chiusa dalle urla disperate di Peignoir vert, nel mezzo episodi non molto dissimili tra loro come Teen diary, Bubbles, Palpebra, ottimamente sistemati sul disco, ma tutti figli di qualcosa che ha oltrepassato il suo tempo lasciando poche tracce non facilmente visibili. Forse è solo un mio problema, un effetto di quel trauma vissuto anni fa, che ancora non mi abbandona. Provo a risentire tutto il disco, forse c’è una traccia fantasma dopo Peignort vert, forse c’è Make me bad dei Korn…no…non c’è, era solo una mia impressione.

Taste: Teen diary, Bubbles, Palpebra

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