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Green Day – 21st Century Breakdown

2009 - Reprise
Punk Rock / Alternative Rock

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Tracklist

1.Song Of the Century
2.21st Century Breakdown
3.Know Your Enemy
4.¡ Viva la Gloria!
5.Before the Lobotomy
6.Christian's Inferno
7.Last Night On Earth
8.East Jesus Nowhere
9.Peacemaker
10.Last Of The American Girls
11.Murder City
12.¿ Viva la Gloria? (Little Girl)
13.Restless Heart Syndrome
14.Horseshoes and Grenades
15.The Static Age
16.21 Guns
17.American Eulogy (I. Mass Hysteria + II. Modern World)
18.See The Light

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I Green Day di Billie Joe sono ormai invecchiati. Seguendo il percorso tracciato dalla loro carriera potremo parlare di una degenerazione dal punk vecchio stampo influenzato dai big degli anni ’70 ed ’80, al punk rock (come essi stessi si definiscono) che trova più somiglianza nel punk commerciale dei Blink 182 a quello che si può definire un semplice alternative rock con lontane influenze punk.

Questo 21st Century Breakdown rappresenta appieno questa evoluzione/involuzione ed ora andiamo più a fondo nel disco.

Il disco è un miscuglio di pop, rock e punk. Potremo parlare di banalità, tutto ciò che molti si aspettano dei Green Day, ma partirei dal dire che questo album nel complesso è sufficiente. Se i pezzi più simili al precedente American Idiot sono ascoltabili ma sanno di già sentito (pezzi come “Viva la Gloria” o “Christian’s Inferno“), i pezzi più lenti riescono anche a sorprendere. Dall’imitazione di Gallagher già conosciuta nella cover di Lennon di Working Class Hero che riascoltiamo in “Last Night On Earth“, straziante ma apprezzabile ballata pop che mi ricorda qualcosa come i Manic Street Preachers più melodici, passiamo anche per quell’alt-rock più lento e pesto (che personalmente gli reputo più congeniale vista l’età che avanza) che ci propinano nel primo singolo estratto “Know Your Enemy” e in “Before the Lobotomy“. Formula poi ripetuta nella metà dei pezzi (di cui il più apprezzabile è “Horseshoes And Handgrenades“, che mi ricorda un po’ il tormentone Tick Tick Boom dei the Hives, poi ditemi se sono l’unico). “Peacemaker” è un pezzo veloce forse più vicino alle produzioni inglesi di certi Arctic Monkeys (o cloni vari), che risulta molto godibile per la diversità dalle altre tracce e quella “happiness” che trasuda (anche se parzialmente) dagli accordi e dall’orchestrazione di sottofondo. “Restless Heart Syndrome“, che suona al primo ascolto come una reprise di Boulevard of Broken Dreams (ed è un papabile futuro singolo), è un altro di quei pezzi melodici che come dicevo risaltano per l’effetto nero su bianco che danno se accostati alla formula ricorrente del giro di power-chord che metà delle canzoni più “classiche” ci presentano. Azzeccata anche l’esplosione finale.

Apprezzati sicuramente dai fan ma abbastanza insipidi sono pezzi come “Last of American Girls“, “The Static Age” e “See The Light, forse tra quei brani riempitivo tipici delle produzioni degli ultimi tempi. Sembra diventato a tutti gli effetti molto difficile far un album interamente studiato e ben composto; sarà forse colpa delle etichette e dei tempi imposti?

Musicalmente la band suona come sempre, la tecnica non è il loro forte ma la potenza e l’impatto la fanno da padroni. C’è chi dice sia facile comporre una canzone come quelle dei Green Day: tecnicamente lo è, forse è difficile dopo tutti questi album fare ancora brani che possano avere un minimo di impatto sul pubblico. Qualche volta ci riescono, qualche altra no.

La produzione a livello di suono è comunque curata ottimamente e stupisce anche la durata (69 minuti), notevolmente superiore a quelle a cui tutti i fan (o ascoltatori abituali) di questa band sono abituati.

L’album alla fine non ha di certo un “lasting value” dei migliori, e neanche per i fan di vecchia data sarà un gioiellino da ascoltare e riascoltare, non finché qualcuno gli ruberà la copia di Dookie. In ogni caso per chi apprezza il rock commerciale d’oltreoceano questo CD può risultare ancora interessante e se non stiamo ricercando musica nuova ma musica e basta, potremo anche gradirlo. Un onesto lavoro come ci si aspettava dai Green Day, senza novità ma nella media.

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