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Cinema

Ora E Per Sempre, di Vincenzo Verdecchi

Ora E Per Sempre, di Vincenzo Verdecchi

Scheda

Titolo Originale: id Nazione: Italia - 2004 Regia: Vincenzo Verdecchi. Sceneggiatura: Massimilano Durante e Carmelo Pennisi. Genere: Drammatico. Produzione: Alessandro Verdecchi per Veradia Film e Misami Film. Distribuzione: Verdecchi Film. Durata: 108’ Interpreti: Gioele Dix, Katia Smutniak, Dino Abbrescia, Luciano Scarpa, Enrico Ciotti, Antonio Serrano, Anna Stante, Felice Andreasi, Giorgio Albertazzi. Nelle sale dal: 18 Febbraio 2005 Voto: 6.5

La storia del “Grande Torino” s’intreccia con quella di Valentino Motta, direttore di una casa editrice del tutto estraneo alla passione per il mondo del calcio. Valentino ha perso di recente suo padre Mario, grande tifoso della squadra granata, il quale in un’ultima lettera gli ha domandato di ritrovare la tromba che suonava la carica nel corso delle gare di Mazzola e compagni.

Rischiando di passare per un film legato esclusivamente al mondo del calcio che fu, siamo sul finire degli anni ’40, Verdecchi riesce a raccontare una storia di persone comuni. Un andirivieni fra la Torino del primo dopoguerra e quella di oggi, quella nella quale si muove Valentino, un Gioele Dix che per una volta si priva dei suoi panni comici riuscendo a calarsi nel ruolo di un arrivista incapace di interessarsi veramente alla propria famiglia: al figlio, appassionato di pittura e calcio e al padre che nel corso della pellicola viene dipinto come: ” un operaio che una volta uscito dalla fabbrica si rifugiava nel primo bar per parlare del Toro “. Verdecchi, ben più avvezzo al piccolo schermo, aggiunge alla contemporaneità di Valentino, a caccia della tromba di Oreste Bolmida, il vero trombettiere del Grande Torino, i medesimi luoghi e le ultime giornate della squadra granata. Il ping pong fra la fine degli anni quaranta e la Torino attuale è compiuto inseguendo Pietro, interpretato da Giorgio Albertazzi, in un gioco di dissolvenze, salti repentini di immagine e scene che rischiano di far perdere il filo della narrazione ma che aggiungono alla pellicola una vena malinconica sempre palpabile. Pietro è un ex-tassista, amico di Mario e che con Valentino ripercorrerà la vita di suo padre cercando di dare all’uomo un ricordo ben migliore di quello che era un amico, intrecciando la vita della squadra che tanto amava con quella dell’Italia del primo dopoguerra, lasciando alla fine il mondo della leggenda Granata. Una leggenda scomoda da narrare e che potrebbe correre il rischio di cadere nel patetico, solamente sullo sfondo, per parlare di altre storie più comuni. Un film permeato da buoni sentimenti e vergato in bella calligrafia che riesce comunque a centrare l’obiettivo anche se solo in maniera marginale privandosi di un lampo in zona cesarini che ne avrebbe potuto decretare anche un successo migliore al botteghino.

a cura di Ciro Andreotti


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