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Iggy Pop – Préliminaires

2009 - EMI France
jazz/rock/blues

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Tracklist

1. Les Feuilles Mortes
2. I Want To Go To The Beach
3. King Of The Dog
4. Je Sais Que Tu Sais
5. Spanish Coast
6. Nice To Be Dead
7. How Insensitive
8. Party Time
9. He's Dead/ She's Alive
10. A Machine For Loving
11. She's A Business
12. Les Feuilles Mortes (Marc's Theme)

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Iggy è un mito, oppure lo è stato. Certo è che uno come lui, insieme a Keith Richards, dovrebbe donare il corpo alla scienza, per capire come abbia fatto a sopravvivere ad anni e anni di abuso di alcool e droghe di ogni genere. I segni sulla pelle di una vita vissuta al massimo si vedono, per carità, ma la cosa più strana e piacevole allo stesso tempo, è che Iggy è ancora qui con noi ed è tornato nuovamente con un disco intitolato “Préliminaires”. I tempi trascorsi nella band con i “The Stooges”sono ormai lontani, ma Pop è vivo e vegeto e non ha nessuna intenzione di smettere di suonare.
Un particolare però, che fa davvero la differenza, c’è, ed è che Iggy si è stancato di fare rock and roll e men che meno del punk. A tutti i fans devoti da sempre dell’iguana perciò, consigliamo vivamente di avvicinarsi a questo nuovo lavoro con cautela, per non rischiare uno shock permanente. Iggy Pop infatti si è dato al jazz, al blues, insomma, a della musica tranquilla, trasformandosi così in una sorta di Tom Waits e di Nick Cave, anche lui molto raffinato. Ascoltare per credere.
Un album, “Préliminaires”, che si rivolge ad un pubblico che guarda con immenso piacere alla musica ricercata, di qualità, mai banale, che presta sempre molta attenzione ai particolari. Iggy ha voluto osare, ha avuto il coraggio di cambiare e il risultato è davvero molto buono, nonostante la radicalità di questa nuova svolta. La notizia che mi ha fatto più piacere inoltre, è stata quella di venire a sapere che Sir Pop, ha deciso di comporre questo album dopo aver letto il libro “La possibilità di un’isola” dello scrittore contemporaneo Michel Houellebecq , uno dei più bravi, cinici ed esistenzialisti romanzieri del nostro tempo. (Consigliamo vivamente la lettura di questo libro, ma soprattutto di “Le particelle elementari” e “L’estensione del dominio e della lotta”, ma soltanto a chi ha perso ogni speranza riguardo al futuro della nostra civiltà ormai malata ed irrecuperabile).

Ad ogni modo, forse anche a causa dell’età, Iggy si è stufato di dimenarsi sul palco come un animale selvatico rinchiuso in gabbia ed ha preferito optare per un sound più soft, lieve, che accarezza l’ascoltatore in maniera davvero unica e sensuale. Nonostante questo però, non mancano pezzi abbastanza rock come “Nice to be dead”, oppure brani come “She’s a business” e “Je sais que tu sais”, che per assurdo assomigliano entrambi ad una versione un po’ più velocizzata della canzone “Nightclubbing”, appartenente alla colonna sonora di “Trainspotting”. Presente in questo “Préliminaires” anche un omaggio alla Francia con la cover di “Les Feuilles Mortes”, già cantata in passato da Edith Piaf e non solo, interpretata da Pop con un ottimo accento francese. Assolutamente da citare anche il primo singolo estratto “King of the Dogs”, brano che sembra addirittura arrivare direttamente dagli anni ’30. Insomma, il cane è presente anche in questo album, Iggy però non vuole più essere il cane di nessuno (“I wanna be your dog”), ma esserne il re e come biasimarlo. La sua autostima è cresciuta e noi continuiamo ad ammirarlo. Prendere o lasciare.

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