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Questa sera al “Rock Island” di Bottanuco (BG) ecco gli ZEN CIRCUS

ROCKISLAND FESTIVAL

Venerdì 3 Luglio

ZEN CIRCUS

IL PAN DEL DIAVOLO
NORMAN

Area Feste
Bottanuco (BG)

zen_circus_collage_frameGli Zen Circus rappresentano la parte rozza, caotica e ruspante di quello che loro ancora faticano a chiamare indie rock. Sono da molti considerati la live band più trascinante del paese, sicuramente fra le più attive, forse anche perchè fanno parte di quella ormai minuta schiera di band che preferiscono vedere il pubblico in un gioioso e rabbioso tumulto che non a muovere trasognati la testa, guardandosi le reciproche spillette. Ma fra provocazioni finte e provocazioni vere, la poesia scorre a fiumi da quei tre disgraziati e c’è nè anche per i più snob. E il risultato è che li si ama o li si odia e questo non può che essere un grandissimo merito in questi tempi fatti di mediocrità. “L’ultima vera punk band nostrana” scriveva entusiasta Rumore recensendo il loro ultimo album del 2005: Vita e Opinioni di Nello Scarpellini, Gentiluomo… …e ridendo e scherzando, gli emissari del punk seminale, quello che ha ispirato il grunge, che ha dato i natali alla new wave, quello che ha fondato l’alternative country, si è magicamente riunito dentro il prossimo album della band (il quinto): Villa Inferno, qualcosa di importante per la musica italiana e non solo, qualcosa che ha visto la luce inizialmente in Italia (e successivamente in tutta Europa) il 9 Febbraio 2008 per la bolognese Unhip. Villa Inferno è infatti il frutto di una collaborazione fra la band pisana e Brian Ritchie, membro fondatore e cuore pulsante degli statunitensi Violent Femmes. Inizialmente arrivato in Italia nelle vesti di produttore artistico il bassista della storica formazione di Milwaukee (che ha fatto la storia del rock con il disco omonimo del 1981: un milione di copie vendute in 20 anni, per circa 50 mila copie all’anno…) ha deciso di entrare a far parte del circo zen come quarto elemento, sia nel disco che live, suonando ove possibile qualsiasi cosa gli fosse possibile. Così, nelle session di registrazione, pian piano e nell’arco di un’anno, sono cominciati i corto circuiti: nella cover (la prima in un disco degli ZC) di Wild Wild Life dei Talking Heads, appare alle tastiere un uomo che risponde al nome di Jerry Harrison, ovvero colui che quelle tastiere le suonò già nella versione originale, insieme ai suoi compari David Byrne, Tina Weymouth e Chris Frantz. E nel primo singolo Punk Lullaby, quello che lancerà il disco, ai cori appaiono magicamente due sorelle rock: Kim Deal (bassista dei Pixies, chitarrista nelle Breeders e icona rock femminile degli anni ’90) e Kelley Deal, che con la sorella militava al basso nelle Breeders. Da notare che le sorelle Deal non appaiono insieme in un disco dal 2001. Tutti accorsi a dare manforte (riunioni familiari comprese) alla band più pazza e scalcinata d’Italia. Perchè? A questo non ci è dato rispondere, di certo non per soldi. E a dimostrazione che nel loro dna non c’è solo la musica anglosassone (vedi “..Nello Scarpellini…” dove le migliori canzoni erano proprio cantate nella loro lingua madre) ecco che i quattro si lasciano co-produrre da Giorgio Canali (ex CSI, ora PGR), che si è occupato delle voci delle canzoni in Italiano e di quella in Francese. L’attesa riparte per la prossima uscita di un nuovo lavoro.

www.myspace.com/thezencircus

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