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Recensioni

Marylin Manson – The High End of Low

2009 - Interscope Records
rock/industrial

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Tracklist

01. Devour
02. Pretty As A Swastika
03. Leave A Scar
04. Four Rusted Horses
05. Arma-goddamn-motherfuckin-geddon
06. Blank And White
07. Running To The Edge Of The World
08. I Want To Kill You Like They Do In The Movies
09. WOW
10. Wight Spider
11. Unkillable Monster
12. We’re From America
13. I Have To Look Up Just To See Hell
14. Into The Fire
15. 15

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Sarà, ma questo “The High End of Low”, il nuovo album del Reverendo, non ci ha molto convinto. Sarà anche dovuto al fatto che di questi tempi nulla sembra più sconvolgerci e niente appare più minimamente trasgressivo, sta di fatto che Marylin Manson è rimasto uguale a se stesso, anzi, è peggiorato e la cosa più triste è che ci ha anche un po’ stancato.

A prescindere dal fatto che abbiamo sempre adorato Manson, colui che ci ha accompagnato durante delle fasi dell’adolescenza e non solo a dir poco complicate, il suo settimo album non è certo degno di capolavori come Antichrist Superstar, Holy Wood (In the Shadow of the Valley of Death) e Mechanical Animals. Chi di voi non ha mai ascoltato brani come Tourniquet, Nobodies o Coma White, (solo per citarne alcuni)  prima di uscire di casa per andare a sconvolgersi in qualche locale, non ha mai provato davvero fino in fondo quell’insana voglia di autodistruzione che solo un disco dell’Anticristo era in grado di far trasalire.

Insomma, Manson aveva presentato questo album come il disco del ritorno alle origini, pieno di sangue, morte ed omicidi e in effetti i contenuti che trapelano da questo “The High End of Low”, sono proprio quelli appena citati, ma il problema è che il grande Marylin non è più credibile neanche per i ragazzini di quindici anni adepti alle ormai scomparse Bestie di Satana.
Che passi il look, sempre uguale, anche se meno eccessivo, che ormai l’artista indossa da più di dieci anni, che passino i testi “trasgressivi” che ormai non fanno più effetto a nessuno, ma quello che proprio non riesco ad accettare è il sound di questo album, a tratti addirittura country, vedi i brani “Four Rusted Horses” e “Running to the Edge of the World”, quest’ultimo davvero improponibile .
E per fortuna che lo stesso Manson, durante la presentazione di questo disco alla rivista Rolling Stones, disse che il sound di questo album sarebbe stata una cosa veramente mostruosa. Sarà, mai io di mostruoso ci ho trovato soltanto i ritornelli quasi pop. Stiamo parlando oppure no di un’artista che dovrebbe fare musica metal, industrial, hard-rock o chiamatela come vi pare?
A questa stregua, per assurdo,  preferivamo il Manson dell’album precedente, “Eat Me, Drink Me”, un disco diverso a tutti gli effetti, sempre molto angosciante e paranoico, sicuramente più rock and roll, ma dal quale si potevano salvare più tracce rispetto a  “The High End of Low”, che oltretutto dispone addirittura di ben 15 canzoni.

Il vero problema di questo disco è che non si riesce ad arrivare alla fine, si saltano delle tracce già dal primo accenno di nota. Il singolo “Arma-Goddamn-Motherfucking-Geddon“, con le sue chitarre in stile fin troppo Manson è quasi passabile (ma soltanto per i fans più accaniti e minorenni), così come la cupa traccia d’apertura “Davour”, “Pretty as a As a Swastika”, “Leave a Scar”, la paranoica “I want to kill you like they di in the Movies”,  ma del resto dell’album se ne poteva quasi anche fare a meno.
Un brano degno di nota, sul quale forse si sarebbe dovuto improntare tutto il resto del nuovo lavoro di Manson, è “We’re From America”, che vede il cantante alle prese con un pezzo veramente veloce e carico di energia, dove Marylin non se la cava per niente male. Mancano totalmente invece le ballate angoscianti in stile Marylin che tanto ci piacevano, come “Disassociative” di “Mechanical Animals”, “In the Shadow of the Valley of Death” appartenente ad  “Holy Wood”, vuoto compensato con dei lenti veramente troppo slow.

Purtroppo questa è la cruda verità, sarà perchè ormai ognuno di noi si ritrova ad avere un Anticristo nella propria cucina, sarà perchè di questi tempi c’è un killer vero dietro l’angolo sempre pronto ad ucciderci, che addirittura spesso si rivela essere un familiare, un amico o il nostro stesso partner, ma di Marylin Manson senza trucco ormai ne è pieno il mondo. Caro Brian Hugh Warner, che sia giunto il momento di buttare giù la maschera per reinventarsi, oppure, addirittura, di ritirarsi dalle scene? Speriamo di no, perchè ad ogni modo ci mancheresti comunque.

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