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The Thermals – Now We Can See

2009 - Kill Rock Star
rock/indie

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Tracklist

1. When i died
2. We were sick
3. I let it go
4. Now we can see
5. At the bottom of the sea
6. When we were alive
7. I called out your name
8. When I was afraid
9. Liquid in , liquid out
10. How we fade
11. You dissolve

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Per i The thermals questo è il primo album post-Sub Pop. E sinceramente parlando si sente. Le claustrofobiche e disordinate note dei precedenti album sono state lasciate per strada. L’ambient, per chi conosce i temi trattati da alcune band che sono passate per la scuderia Sub Pop (vedi Nirvana), è un lontano ricordo. La vista si apre verso altri orizzonti e la maturazione non è definitiva ma è ad un passo dal completarsi.

Qualcuno, che ricorderà le tematiche bibliche del precedente The body, the blood, the machine, datato 2006, non potrà non notare l’alleggerimento verificatosi in questo Now we can see. Tematiche a parte, la più grande paura dei gruppi indie, terrorizzati ogni qualvolta si apprestano a leggere una recensione, è quella di vedere il loro lavoro svalutato per colpa delle correnti inflazionistiche che in questi anni hanno spazzato il mercato discografico. C’è stato un periodo nella storia dell’uomo, che ricopre gli anni che vanno all’incirca dal  2000 al 2007/08, nel quale ogni cosa che vedeva la luce e che usciva da uno studio di registrazione era indie. La parola indie era diventata il dogma dei discografici, ed i più insulsi personaggi mettevano su gruppetti con calzoni stretti alla caviglia, Converse, maglioncini e giacchette improponibili e capelli ancora peggio. Ma non venite qui a farmi nessuna predica! Qualcosa di buono è uscito anche da lì, poi inevitabilmente, è arrivato il momento del riflusso repentino dell’altissima onda con tanto di applausi da parte di chi fino ad un giorno prima era un devoto ascoltatore.

I Thermals battendo una strada leggermente diversa rispetto all’ultimo loro acuto discografico hanno confezionato un buonissimo prodotto che forse è più figlio della decisione di abbandonare la Sub Pop, che non di un cambiamento radicale di stile e sonorità. La registrazione e i componimenti sonori perdono la parte ruvida e si fanno più limpidi e lineari, era una moda anche questa! Una volta aveva un senso, perché se non apparivi incapace con una chitarra in mano e non davi la sensazione dello sfigato, scombinato, non avevi nessuna possibilità, la critica ti avrebbe sbranato! Poi arrivarono gli Arctic Monkeys e il discorso cambiò radicalmente.
Certo non che i Thermals siano il solito gruppetto indie da due note e tanto sentimento, e devo dire che a dargli ragione c’è proprio la bontà di questo disco che non trova grandi cavalli di battaglia da sfoderare sui palchi in giro per il mondo, ma mette in ordine tante buone cose, a partire da We were sick e e Now we can see, title-track e primo singolo estratto dal disco. Non mancano di certo le cadute, come nella confusa e “chiacchierata” When we were alive e la claudicante How we fade. Ma forse, dovendo proprio scegliere, gli episodi migliori, sono la finale distorsione di chitarra in You dissolve, cantata con un piglio quasi teatrale e operistico e la ballad Liquid in, liquid out. Hanno riportato qualche ferita ma si sono salvati, alla fine, dal disastro indie.

Taste: You dissolve, Liquid in, liquid out, Now we can see

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