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Condo Fucks – Fuckbook

2009 - Matador
folk/rock

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Tracklist

1. What'cha Gonna Do About It
2. Accident
3. This Is Where I Belong
4. Shut Down
5. Shut Down (part 2)
6. With A Girl Like You
7.The Kid With The Replaceable Head
8. Dog Meat
9. So Easy Baby
10. Come On Up
11. Gudbuy T'Jane

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É un periodo un po’ di merda. Pare proprio che la tendenza musicale che contraddistinguerà questi cazzo di anni zero sarà quella sorta di electro/revival che, seguendo le gesta del dj francese o nipponico di turno che fa a pezzi qualche riff new wave, striscia freneticamente tra le vite virtuali di Facebook.
Feste, concerti, dj-set, in qualsiasi modo li si voglia chiamare, sono la squallida espressione di una vera e propria dittatura, la dittatura dell’esserci.
Non ci interessa ballare, non ci interessa capirci di musica, non ci interessa spaccarci il fegato come nella rivoluzione vera e punk degli anni ’70, non ci interessa la passione. Ciò che importa veramente è esserci, piazzarci in buona posizione sotto ai flash e far sapere a tutti che ci siamo stati, che siamo stati e facciamo parte di un popolo abbastanza piccolo da essere alternativo, abbastanza grande da essere stramaledettamente figo.

In questo periodo un po’ di merda, cerco aria salubre in musica malata, in frammenti psicopatici di rock’n’roll, in schegge lo-fi dalle sonorità più deviate.
I Condo Fucks, in questo senso, sono una figura salvifica e maligna, un side project di James McNew degli Yo La Tengo, o meglio, una vera e propria esistenza parallela di una band che ha scritto decennali e meravigliose pagine di raffinato ed elegante indie rock.
Sono come uno stormo di ragazzini un po’ cresciuti e appassionatisi fuori tempo massimo ai Dinosaur Jr, che punta in picchiata dritto dritto su teste inermi e annichilite dai flash, dai riff elettrificati di un dj set di Steve Aoki.
Le armi mortali, o presunte tali, sono quelle del più classico e sporco del garage rock, a volte diretto verso il pop, con quell’attitudine sempre e comunque lo-fi, che sa di birra, vecchi amici e ricoveri per attrezzi.
Il disco, “Fuckbook”, scimmiottamento del più celebre dei social network ma anche rielaborazione dell’album “Fakebook” degli Yo La Tengo, è un disco di sole cover, ricercate tra le principali fonti della storia del rock più storto degli ultimi cinquant’anni.
Si cazzeggia con classe e menefreghismo, spaziando dai Kinks ai Beach Boys, dagli Electric Eels a Richard Hell, in un vortice di sudore e divertimento che non perde mai di intensità e ritmo dalla prima traccia (‘What’cha Gonna Do About It’ degli Small Faces) all’ultima (“Gudbuy T. Jane” degli Slade).

Capostipiti ideali di una marmaglia di scapestrati che perde tempo ed energie nell’inseguire la filosofia del lo-fi più sporco e più malato da registrare in casa propria, i Condo Fucks sembrano portare avanti una battaglia persa in partenza, ma fondamentalmente essenziale per noi menti malate stanche di quel preoccupante vuoto generazionale che intacca anche la musica, o più semplicemente vogliose di cazzeggiare con classe e stile.

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