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Black Label Society – Skullage

2009 - Armoury Records
hard/rock/metal

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Tracklist

1. Machine gun man
2. Dead as yesterday
3. All for you
4. 13 years of grief
5. Bleed for me
6. Doomsday jesus
7. Stillborn
8. Wont find it here
9. Suicide messiah
10. In this river
11. Fire it up
12. New religion
13. Slightly amped (acoustic)
14. The blessed hellride (acoustic)
15. Spoke in the wheel (acoustic)
16. Stillborn (acoustic)

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Quando uno è chiamato a sostituire un grande scomparso come Randy Rhodes significa che il destino è venuto a sfondare la tua porta per stabilirsi in maniera permanente a casa tua. Ma certe cose non vengono come la biblica manna, dal cielo, uno se le crea dedicandosi a ciò che ama in maniera maniacale. Jeffrey Philip Wielandt, in arte Zakk Wylde, all’età di 20 anni era già un talentuoso docente di chitarra a Jackson, nel New Jersey.

Oggi Zakk Wylde è prima di tutto il chitarrista solista dei Black label society, una combo eccezionale che non è valutata nella giusta misura. 10 anni fa se ne uscivano con Sonic brew e hanno ritenuto, a ragione, di dover festeggiare questa ricorrenza con un Greatest Hits che scorre a ritroso lungo tutta la loro carriera, mettendo tuttavia in avamposto un pezzo che appartiene al vecchio side-project, con il quale Wylde riuscì a realizzare solo l’esordio omonimo, Pride & glory, Machine gun man.
Ancora fuori dal coro è la successiva Dead as yesterday, figlia dell’album da solista Book of shadows del 1996, due parentesi che cozzano con il voler dare una celebrazione lineare a quello che è il lavoro dei BLS, che si intravedono dal terzo episodio di questo lavoro, con quella All for you che apriva le danze in Stronger than death, affresco di inizio secondo millennio, dal quale è estratta anche la distorta e “post-southern” 13 years of grief, che fa da ponte tra le tonalità del sud e il doom più estremo.
Non si interrompe la linea e cambiano solo le ritmiche della chitarra nelle sue strofe quasi thrash di Bleed for me, unico pezzo estratto dall’album del 2002, 1919 Eternal, nel quale ben si spiegano le capacità tecniche di Mr. Wylde nell’assolo che rende il resto della canzone quasi come un contenitore vuoto senza di esso. Il disco prende una virata giusta e a partire da Stillborn, estratta da The blessed hellride del 2003, che è il primo di una triade fantastica di brani che valgono l’acquisto dell’album. Provare per credere la delicata Wont find it here e il grande classico, Suicide messiah.

Il tutto potrebbe chiudersi qui, forse perché la loro è una storia ancora “fresca”, ma le note fragili di In this river si lasciano ascoltare così ben accoppiate con la voce di Zakk, pesante e riflessiva. Ci troviamo nel 2005, anno di uscita di Mafia, suo sesto album, il più in nota nel mainstream, e proprio da questo brano se ne capiscono i motivi. Ci sono gli ingredienti che possono rendere questo lavoro facilmente digeribile da una grossa fetta di pubblico e non solo dai fans più accaniti. È evidente che quando le cose funzionano conviene non metterle da parte, senza voler per questo apparire come un traditore della patria, è questo il concetto di New religion, che mette in mostra la delicatezza delle strutture sonore del piano e la potenza della chitarra, il tutto ben separato con quasi perfetto equilibrio. Niente male davvero fin qui, non aspettiamoci niente più di quello che è stato detto da Mr. Wylde, gran bei pezzi, grande tecnica, voce nelle corde delle sonorità southern e canzoni orecchiabilissime da chi ama un artista riconosciuto in tutto il mondo, nel frattempo partono le prime note di Slightly amped, un intro strumentale che mi uccide le parole tra le dita, qualcosa che sembra comparsa all’improvviso tra le varie registrazioni, che sprofonda tutto quello che è stato prima nel nulla più assoluto, All for you, Stillborn, Suicide messiah?? Cosa sono? Dove li ho già sentiti? E quando?

Le dita di Wylde scivolano facilmente lungo le corde dell’acustica, quante note nell’arco di un secondo! Improvvisato o studiato a tavolino questo rimane l’episodio più alto dell’album, oltre di questo e anche prima non rimane nulla, nessuna emozione o nota che facciano il paio con tutto ciò, nulla.

Taste: Slightly amped (acoustic)

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