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Julian Plenti – Julian Plenti is…Skyscraper

2009 - Matador
folk/pop/rock

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Tracklist

1. Only If You Run
2. Fun That We Have
3. Skyscraper
4. Games For Days
5. Madrid Song
6. No Chance Survival
7. Unwind
8. Girl On The Sporting News
9. On The Esplanade
10. Fly As You Might
11. H

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Questo è stato un grande regalo, bisogna dirlo. Sveliamo subito l’arcano. Julian Plenti in realtà è Paul Banks, cantante e leader di una delle migliori band del panorama indie-rock internazionale, gli Interpol.
Lo stile di questa band, nel lavoro di Banks, si ritrova però soltanto in qualche brano, come “Games for Days”, oppure “Skyscraper” (quest’ultima con rimandi al brano essenziale “The Lighthouse” dell’ultimo album degli Interpol “Our Love to Admire”) perchè per il resto questo “Skyscraper” risulta essere tutta farina del sacco del magnetico Paul.
Ciò lo si può immediatamente capire ascoltando tutto d’un fiato questo lavoro uscito i primi d’agosto, che tutto è meno che un album per l’estate.
Il disco infatti, a mio parere, lo si apprezzerà maggiormente una volta giunto l’autunno e successivamente l’inverno. La malinconia che sorge da ogni canzone infatti, è quasi disarmante.
“Skyscraper” è un disco da tenere pronto nel proprio stereo, per scaldare le stagioni fredde che presto giungeranno a bussare alle nostre porte.

Le chitarre acustiche, i lievi accordi di piano, la voce calda di “Plenti” (chiamiamolo così, che magari è più contento), verranno apprezzate pienamente davanti ad un paesaggio innevato, ad un temporale, magari davanti ad un camino.
Rassicuriamo tutti però, perchè Paul non ha assolutamente sciolto i suoi Interpol, ma semplicemente, dopo tanto tempo, ha deciso di pubblicare del materiale che aveva accumulato sembra addirittura prima di dar vita alla sua band ufficiale. Brani come “Skyscraper”, “Madrid Song”, “On the Esplanade” ed “H”, risultano essere, a mio parere, i pezzi meglio riusciti.

Questo perchè Paul, in codesti brani, ci apre veramente la sua anima, il suo cuore, la sua mente, o almeno così pare, trascinandoci, anche solo con la musica, senza bisogno di parole profonde, nel suo infinito universo, dove disagio, malinconia, inquietudine ed intelligenza, si fondono insieme, dando vita ad una vera e propria opera d’arte. Le canzoni non citate invece, quelle più veloci, più spinte, in una parola, più rock, potrebbero benissimo esser state composte anche per gli Interpol, nonostante l’assenza dei tipici riff di chitarra che hanno sempre distinto questa band. Insomma, in attesa del nuovo album del gruppo sopra citato, Banks ci ha fatto davvero una bellissima sorpresa, non si potrebbe affermare il contrario.

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