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Marlene Kuntz – Estragon, Bologna, 12 settembre 2009

marlene4I Marlene Kuntz sono un gruppo che sicuramente non ha bisogno di alcuna presentazione: da anni sono fra i più apprezzati e seguiti protagonisti della scena musicale italiana.

Questa all’Estragon è l’ennesima data di un tour che sembra non avere mai fine. Probabilmente questo è in parte dovuto alla metamorfosi cui è soggetta la musica in questi tempi di crisi del cd e relativi profitti. Se prima si promuoveva l’album attraverso i live, ora è l’esatto contrario: si incide l’album per promuovere il live.

Abbastanza puntuali rispetto a quanto ci hanno abituato in altre occasioni “i nostri” salgono sul palco e una volta superato lo shock di vedere Godano col capello corto siamo pronti per essere sommersi dal loro suono. La scaletta è ricca (direi quasi una maratona: il concerto dura ben più di due ore), probabilmente concepita per accontentare un po’ tutti i fan.

Ci sono canzoni provenienti da tutti i loro lavori, compresi i pezzi storici come la tripletta di Catartica “Festa Mesta-Sonica-Pelle”.

Le canzoni eseguite in ordine sparso sono: ape regina, A fior di pelle, Questo e altro, Grazie, Amen, Cara è la fine, Festa Mesta, Sonica, Nuotando nell’aria, Uno, Canzone di oggi, Bellezza, Come stavamo ieri, Ineluttabile, La canzone che scrivo per te, Primo maggio, Canzone ecologica..

Senza lode né infamia la cover di ”Impressioni di settembre” della PFM, simile all’originale.

Spesso i brani vengono allungati rispetto alle versioni del disco, a volte pure troppo sfidando in certi casi la pazienza di chi ascolta. Probabilmente la band ha adottato questa tecnica per rendere ogni live diverso e non rischiare di annoiarsi in questo lungo tour.

In effetmarlene3ti i Marlene a ogni live cui abbiamo assistito sembrano ancora divertirsi un mondo a suonare insieme. Fra Godano, Tesio e Bergia c’è un’intesa, un’alchimia musicale forse senza eguali in Italia, e questo ogni volta viene trasmesso al pubblico. Come disse Cristiano al termine di un concerto sempre tenutosi all’Estragon, viene a crearsi una sorta di cortocircuito fra chi segue il concerto e la band.

Ho citato i 3 membri storici, ma mi sembrano molto ben inseriti anche il bassista Luca Saporiti (ex la-crus) e il polistrumentista Davide Arneodo, a mio avviso new entry veramente azzeccata.

Il concerto termina con due bis, e tutti i presenti sembrano avere apprezzato queste 2 ore di rock allo stato puro. Personalmente voglio rivolgere un complimento a Godano per i testi delle canzoni, mai banali e probabilmente quanto di meglio offre su questo versante la scena alternativa italiana al momento.

a cura di Eleonora Verri

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