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Little Miss Sunshine, di Valerie Faris e Jonathan Dayton


Scheda

Titolo originale: Id.
Nazione: USA - 2006
Regia: Valerie Faris e Jonathan Dayton
Soggetto e sceneggiatura: Michael Arndt
Durata: 101’
Interpreti: Steve Carell, Toni Collette, Greg Kinnear, Alissa Anderegg, Alan Arkin, Cassandra Ashe, Abigail Breslin, Paul Dano.
Sito: http://www.sonypictures.com/classics/whateverworks/
Produzione: Big Beach Films, Third Gear Productions LLC, Deep River Productions, Bona Fide Productions.
Distribuzione: 20th Century Fox
Nelle sale dal: 22 settembre 2006
Voto: 8

Gli Hoover sono una famiglia decisamente sui generis. Richard, il padre, un motivatore autore di: “La teoria dei nove passi” un manuale che spiega come raggiungere il successo. Manuale che ancora attende di essere pubblicato. Sua moglie Sheryl e il fratello di Sheryl: Frank, docente universitario, esperto di Marcel Proust e appena uscito dall’ospedale per un tentato suicidio. Dwayne, il figlio maggiore, desideroso di intraprendere la carriera di pilota di aerei e muto fino a quando il suo desiderio non si avvererà. Il nonno, il padre di Richard, cultore del sesso e delle sostanze stupefacenti e per questo espulso dalla casa di riposo nella quale risiedeva; e per finire Olive, la figlia minore, che desidera partecipare alle finali di bellezza di “Little Miss Sunshine”, Miss California per bambini…

Spingere un furgone Volkswagen può spiegare molto di più in merito alla collaborazione fra consanguinei rispetto a mille finali strappalacrime. Questo è il sunto del film diretto da Faris e Dayton che tre anni or sono passò inosservato, o quasi, nelle sale cinematografiche ma che a distanza di tempo fa ridere riflettere, emozionare e pensare ora esattamente come allora. Un road movie in chiave tragicomica come solamente i primi Aldo, Giovanni e Giacomo erano stati in grado di rappresentare. Qua però non si ride a crepapelle ma si sorride. Si riflette per i dialoghi ai limiti del parossismo. Si arriva alla fine della pellicola non senza qualche groppo alla gola, non senza aver pensato che tutto si stesse per sfaldare, non senza aver creduto che i vari personaggi se ne sarebbero andati ognuno per la loro direzione. Alla fine si giunge a destinazione, la sede delle finali di “Little Miss Sunshine”, assieme a ognuno dei protagonisti. La catarsi è pressoché completa, la famiglia non è certamente fra le più unite e non è nemmeno sinonimo di una perfezione che non può neppure sognare di sfiorare. Ma spingere quel furgone per farlo procedere lungo le freeway diviene sinonimo di collaborazione. Ognuno sacrifica un po’ di se per giungere a destinazione, per non infrangere il piccolo sogno dell’altrettanto piccola Olive, e poco importa se il sogno si può frantumare come un bicchiere di cristallo. Un cast ben assortito ove nessuno svetta. Una trama priva di sbavature e una sceneggiatura che di rado avevamo visto così solida e potente.

a cura di Ciro Andreotti

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