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MUSE – Futurshow Station, Casalecchio di Reno (Bologna), 21 novembre 2009

MUSE11Che dire. Detrattori immotivati a parte (e ce ne sono) sapete già tutti, anche chi non c’è mai stato, che un concerto dei Muse è sempre spettacolare. Lo si evince dai DVD e dai numerosi video rilasciati che documentano performance mozzafiato, avvincenti e tecnicamente all’altezza di gruppi con ben più esperienza di questo ormai rodato trio (quartetto, a dire il vero).

A Casalecchio di Reno, supportati dai Biffy Clyro, iniziano con 15 minuti di anticipo (e qualcuno, compreso il sottoscritto, si perde l’inizio di “Uprising” per questo motivo) e finiscono dopo solo 95 minuti circa di set (100 compresa la pausa pre-encore), creando giusto un po’ di disappunto per la velocità con cui salgono e scendono dal palco. Ma non è stato certamente un concerto freddo. Una scaletta (la trovate sotto) buona, considerando la presenza di quasi tutti i brani dell’ultimo “The Resistance” (le migliori per resa live “MK Ultra”, potentissima, e “United States of Eurasia”, mentre risulta sottotono rispetto alla versione su disco “Undisclosed Desires”), passando per una alternate version (con il piano al posto della chitarra) di “Cave”, tratta dal primo disco vecchio ormai dieci anni, e le immancabili “Time is Running Out” e “Starlight” (eseguita, se non sbaglio, in una tMUSE2onalità più bassa). Tutti i brani risaltano per la potenza e la precisione con le quali sono state eseguite (“Stockholm Syndrome” e “Hysteria” su tutte), complice un mix di batteria e basso assolutamente granitico e alcune sovraincisioni, insieme all’aiuto del quarto uomo a percussioni e sintetizzatori. Un Bellamy veramente in forma non poteva che giovare al risultato finale, sebbene si possa notare un po’ di fiacchezza (rispetto ai tempi d’oro dei primi due dischi) nella resa di “New Born” (troppo lenta) e “Plug in Baby” (distorsione poco convincente).

Si può tranquillamente dire che il concerto è stato comunque quasi perfetto, pochissimi errori e un suono ottimo nonostante il Futurshow Station sia secondo me un palazzetto da dedicare più ad eventi sportivi che a concerti (tende a rimbombare), con l’aiuto di un pubblico coinvolto come poche volte succede ai live (più cantando che muovendosi, c’è da dirlo) e di alcune trovate sceniche notevoli. La prossima volta (dovrebbe essere nel 2010) non perdeteveli.

a cura di Emanuele Brizzante

foto di Ambra Rebecchi

www.muse.mu

MUSE14Setlist:

UPRISING

RESISTANCE

NEW BORN

MAP OF THE PROBLEMATIQUE

SUPERMASSIVE BLACK HOLE

MK ULTRA

HYSTERIA

NISHE (jam)

UNITED STATES OF EURASIA

CAVE

GUIDING LIGHT

HELSINKI JAM

UNDISCLOSED DESIRES

STARLIGHT

PLUG IN BABY

TIME IS RUNNING OUT

UNNATURAL SELECTION

-ENCORE-

EXOGENESIS: SYMPHONY PART 1: OUVERTURE

STOCKHOLM SYNDROME

KNIGHTS OF CYDONIA

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