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Tori Amos – Midwinter Graces

2009 - Universal Republic Records
pop/rock/christmas

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Tracklist

1.What child, nowell 2.Star of wonder 3.A silent night with you 4.Candle: Coventry Carol 5.Holly, Ivy and Rose 6.Harps of gold 7.Snow angel 8.Jeannette, Isabella 9.Pink and glitter 10.Emmanuel 11.Winter's Carol 12.Our new year

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Effettivamente è il periodo che ne fa sentire il bisogno. Il Natale si avvicina, è più o meno alle porte e alcune cose devono andare in un certo modo. I regali, l’albero, il presepe, il panettone, il torrone, il pandoro e tutta una lunga serie di cose che non hanno spazio in altri periodi dell’anno. Tra questa valanga di valori più o meno consumistici di una festa, che nel corso degli anni sta sempre più diventando piena di significati diversi, c’è la classica operazione musicale natalizia, questo o quell’artista incide alcuni pezzi adatti alla situazione con tanto di campanelli che si spandono nell’aria con il loro classico Din-Don-Dan, e “Midwinter Graces” sembra proprio questo tipo di prodotto, un minestrone di pezzi inediti e classici traditional natalizi.

A voler essere sinceri non sorprende neanche tanto che a produrlo sia un talento artistico figlio dell’under ground come Tori Amos, con un’attività ventennale alle spalle magari qualcuno poteva aspettarselo anche qualche anno prima. Di solito succede così, un artista arriva ad un certo punto della carriera e rabbonitosi nel soffice mondo delle rockstar produce quello che cavolo vuole, ad esempio un album a tema natalizio, un disco scampanellante.
È una legge non scritta del mondo della musica e la Amos la segue alla lettera profondendo in dodici pezzi un’atmosfera intrisa di mielati andirivieni sonori da strenne natalizie e caloroso sentimentalismo buonista.
Non che ci sia da criticare nulla o da rimproverare la cantante-pianista per la sua scelta, anzi a leggere tra le righe c’è di buono che ogni canzone e figlia della sua splendida voce e un applauso si può spendere riguardo a questo aspetto. Sicuramente la grazia di metà inverno sta nella scelta di voler essere leggera da parte di un’artista che ha vissuto una vita piuttosto pes ante e segnata da eventi che darebbero turbe a qualsiasi tipo di anima e un po’ quasi a conferma c’è quella lacrima di voce che ascoltiamo in What child, nowell, un gemito quasi di preghiera che si solleva sulle note del piano, quasi trasportato in volo.
Così come in A silent night with you ma con la variante degli archi e di una ritmica più volutamente “rock”, è un episodio di peso nel carattere festoso del prodotto, a differenza della leggerezza quasi pop, se confrontata con i classici umori della Amos, della orientaleggiante Harps of gold. Più avanti si ripete un copione che non può che essere ormai noto, un pianoforte che cadenza la tonalità della voce tremante ma piena di carismatica solennità nei tre minuti di Emmanuel.
A chiudere l’album è la promettente Our new year, un festival di archi e cambi di tonalità e ritmica che suonano la ninna nanna di chi non ha affatto sonno, mezzo disco è in questa canzone e se fossi così egoista da pensare solo a me stesso partirei da qui nell’ascolto.

Non può che essere un buon prodotto in un periodo “buono” dell’anno, un regalo o una dedica che può fare davvero effetto. Consigliabile.

Taste: Our new year, Harps of gold, A silent night with you

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